Sabato 8 settembre alle 11 presso la scuola media Giuseppe Garibaldi a Campi Bisenzio sarà inaugurato il quarto stencil del progetto di sensibilizzazione “Un muro per Sofia” alla presenza del sindaco Emiliano Fossi.

Un graffito dall’aspetto delicato che esprime un significato forte. È l’opera d’arte realizzata da Voa Voa Onlus Amici di Sofia per la nuova campagna di sensibilizzazione pubblica “Un muro per Sofia”, sul tema delle malattie rare pediatriche. Di comune accordo con l’amministrazione comunale di Campi Bisenzio, da sempre sensibile alla tematica delle patologie rare infantili e vicina alla famiglia di Sofia, Voa Voa Onlus realizzerà lo stencil di una bambina mentre disegna una farfalla e scrive “Rari non invisibili” (hashtag dell’associazione).

L’opera artistica, delle dimensioni di oltre quattro metri di altezza, verrà realizzata sul muro della scuola media statale Giuseppe Garibaldi.

“Siamo molto felici di essere riusciti a portare la campagna di sensibilizzazione #UnmuroperSofia anche a Campi Bisenzio – dichiara Guido De Barros, presidente di Voa Voa! Onlus – Dopo le realizzazioni nei quartieri di Firenze e a Rosignano Marittimo, Campi sarà il primo Comune dell’area metropolitana a ospitare lo stencil di sensibilizzazione #rarinoninvisibili. Il murale intende promuovere il triplice scopo di: sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle patologie pediatriche orfane di cure; omaggiare il coraggio di tanti genitori che combattono nel silenzio e nella solitudine battaglie durissime; dare un segno a queste famiglie che non sono “invisibili” seppure “rare”.

Ci tengo infine, a segnalare un altro primato di Campi che mi rende particolarmente orgoglioso: per la prima volta siamo arrivati alle istituzioni grazie alla solidarietà dei cittadini. Ringrazio infatti – conclude De Barros – gli amici della Comunità Banda Albereta per aver portato all’attenzione del sindaco Fossi la campagna #UnmuroperSofia e mi auguro che il loro esempio non resti un caso isolato nella Toscana e nel resto d’Italia”.

Un po’ di storia…

“Un muro per Sofia” è un progetto che nasce da lontano. Era infatti l’inverno del 2013 quando due artisti anonimi realizzarono un graffito ritraente una bambina che scriveva “Aiutate Sofia” sul muro degli Spedali Civili di Brescia.

“Al tempo portavamo avanti la drammatica battaglia per il diritto alle cure compassionevoli, destinate a malati terminali privi di qualsiasi terapia, com’era appunto nostra figlia -spiega Guido De Barros-. Le cure venivano somministrate negli Spedali Civili di Brescia e il diritto a proseguirle era stato negato a Sofia per via di una lunga vicenda legale che non sto a ripercorrere in questa sede, ma che molti probabilmente ricorderanno.

Ovviamente il graffito venne oscurato nel giro di poche settimane, ma quel gesto di spontanea solidarietà commosse profondamente me e Caterina, tanto che a distanza di anni, quando ormai la nostra Onlus dedicata alle famiglie con bimbi neuro degenerativi era stata fondata ed era divenuta una realtà consolidata- decisi di utilizzare il mezzo dei social network per tentare di rintracciare gli anonimi artisti. Feci un post su Facebook chiedendo di farsi vivi, magari contattandomi in privato; e così fu, con mia grande gioia perché avrei almeno finalmente potuto ringraziarli. Ci incontrammo a Firenze e nacquero un’amicizia e una stima che continuano tutt’ora. Pur nel rispetto della loro volontà di restare anonimi, pensai però che dal loro gesto di solidarietà avrebbe comunque potuto nascere un progetto di sensibilizzazione a pro dei nostri bambini speciali, che certamente avrebbe provocato un profondo impatto emotivo nelle persone.

Di qui l’idea di contattare gli storici partners Massimo Montigiani e Alessio Giurintano, della Jumon Studio, che ci hanno aiutato a trasformare il disegno originale in un’immagine riproducibile e fortemente caratterizzata. Un ringraziamento particolare va a Matteo Bidini, street artist che realizzerà concretamente l’opera artistica”.