E’ diventata subito il volto della campagna di prevenzione ai malori per il caldo Fernanda che a 93 anni si è presentata con kit anti afa.

Caldo: a 93 anni con kit anti afa

Non rappresenta un caso isolato, quello di Fernanda, 93 anni di Firenze, che martedì mattina si è presentata al pronto soccorso del San Giovanni di Dio, munita di kit anti afa: bottiglietta d’ acqua, occhiali da sole e cellulare (“mi serve per le chiamate urgenti, nel caso mi sentissi male”).

“Ormai è sempre più frequente – racconta Gianfranco Giannasi, direttore del DEA- che gli anziani adottino comportamenti adeguati per difendersi dal caldo, a dimostrazione che le campagne informative sanitarie, insistentemente divulgate in questi anni, funzionano”.

Accessi pronto soccorso

Ma come stanno andando in questo momento gli accessi nei nove pronto soccorsi dell’Azienda USL Toscana centro?

Il monitoraggio giornaliero degli accessi (attivo nei 365 giorni dell’anno) in questi primi giorni di ondate di calore è il seguente: al San Giuseppe Empoli sono stati 193 (di cui 30 i ricoverati e 151 inviati a domicilio), al Santo Stefano di Prato 317 (di cui 42 ricoverati e 250 inviati a domicilio), al San Jacopo di Pistoia 174 (di cui 31 ricoverati e 130 inviati a domicilio), al S.S. Cosma e Damiano di Pescia 143 (di cui 19 ricoverati e 110 inviati a domicilio). Nell’area fiorentina: al Santa Maria Nuova 100 (di cui 7 ricoverati e 87 inviati a domicilio), al San Giovanni di Dio 159 (di cui 19 ricoverati e 119 inviati a domicilio), al Santa Maria Annunziata 104 (di cui 20 ricoverati e 74 inviati a domicilio),al Serristori 51 (di cui 8 ricoverati e 35 inviati a domicilio) e infine a Borgo San Lorenzo 60 (di cui 7 ricoverati e 45 inviati a domicilio).

Gli accessi di lunedì 24 giugno e quelli di martedì  sono sovrapponibili a quelli dello scorso fine settimana.

Nessun aumento significativo in attesa del gran caldo

“Per il momento non si registrano aumenti significativi –precisa Giannasi, ora anche direttore dell’area aziendale medicina d’urgenza- tuttavia le eventuali criticità potranno essere affrontate con interventi a carattere straordinario”.

In caso di rilevante accesso di pazienti ai pronto soccorso potranno essere messe in atto, progressivamente, le azioni previste dal “piano di gestione aziendale per iperafflusso”.

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Le soluzioni organizzative vanno dal reperimento di risorse aggiuntive di personale (per esempio per improvvise e impreviste assenze per malattia e infortunio) con progetti di attività aggiuntiva, pronta disponibilità, eventuali assunzioni “a tempo” e, in caso di indisponibilità delle stesse, ricorrendo anche a società di lavoro interinale.

Dopo 18 ore di attesa per un posto letto in pronto soccorso viene attivato il piano di iperafflusso che, secondo le indicazioni regionali, varia per ciascun ospedale in base al numero dei posti letto e al numero degli accessi al pronto soccorso.

Per quanto riguarda invece la selezione regionale dal prossimo 1 luglio i 150 i medici che hanno superato la prova saranno inseriti nel sistema di emergenza territoriale (118) e ospedaliero, per iniziare il percorso formativo della durata di due anni (300 ore).

Il percorso di apprendimento sarà sul “campo” e basato su un tutoraggio individuale con l’obiettivo di inserire i nuovi medici nei dipartimenti di emergenza e urgenza.

“Da parte loro c’è molto entusiasmo ed aspettativa – ha reso noto il direttore dell’area aziendale medicina d’urgenza- si tratta di giovani medici tutti motivati e preparati”.

Il percorso formativo prevede simulazioni di casi clinici con corsi specifici che vanno dalla gestione del trauma, dell’ictus e della patologia cardiovascolare alla rianimazione, con numerose lezioni sulle patologie più frequenti. Il percorso formativo metterà in grado i medici di operare nei pronto soccorso e nelle centrali operative 118.

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