E’ campigiano il tatuatore delle star di Hollywood, Marco Cerretelli infatti da anni si è trasferito da Campi Bisenzio a Los Angeles dove ha aperto il suo studio.

Come ha iniziato a lavorare in questo campo?
“Ho iniziato quando ero sotto militare nel ‘92, costruendomi una macchinetta rudimentale ricavata da un motorino di uno Walkman. I tatuaggi mi avevano sempre appassionato e quella fu l’occasione per approfondire quell’interesse”.

Come è nata la decisione di lasciare Campi e trasferirsi negli Stati Uniti?
“Mi sono trasferito nel 2002 dopo aver lavorato per qualche anno nello studio di Maurizio Fiorini, mi proposero di andare a lavorare a New York e senza battere ciglio accettai. Il panorama dei tatuaggi in Italia, a quel tempo, era sviluppato sì, ma non main stream come lo è adesso e un’occasione come quella, per approfondire tecniche e cultura del settore, non me la sarei mai fatta scappare”.

Come sta andando la sua esperienza lì? Ha qualche aneddoto particolare da raccontare?
Sono ormai 17 anni che vivo qui. Dopo un anno e mezzo a New York mi sono trasferito a Los Angeles e ho messo le radici. Ho lavorato in uno degli studi più famosi al mondo, sono diventato un tatuatore di successo, mi sono ritagliato una fetta di notorietà nel settore, sono apparso su libri e riviste, tatuato celebrità, ho lavorato in film e pubblicità. Il successo personale più importante è stato, però, quello di aprire il mio studio nel 2009, the Honorable Society a West Hollywood. Perciò pensate un po’… partito da Campi con solo una valigia piena di sogni, adesso sono in California facendo quello che amo fare e facendolo con successo . Forse l’aneddoto al quale sono affezionato è quando ho avuto l’opportunità di tatuare Silvester Stallone e lavorare in uno dei suoi film. Un eroe della mia infanzia e penso di tanti della mia generazione, che adesso sedeva sulla mia poltrona e si faceva tatuare da me”.

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E il suo rapporto con Campi adesso che vive lontano com’è?

“Ho un buon rapporto con Campi. Torno tutti gli anni perché la mia famiglia e le mie radici sono lì. Come si può rinnegare o non restare legati al paese che ti ha dato i natali e che ancora custodisce la maggior parte dei tuoi ricordi? Mi sono anche tatuato lo stemma del comune, per averne il ricordo sempre con me”.