Nel mese di marzo 2019 nelle zone circostanti l’impianto del Calice in via Argine del Calice n.2 a Prato, sia della provincia di Prato che di Pistoia, vi sono state forti maleodoranze, causa di notevoli disagi per la popolazione. Arpat è stata chiamata a effettuare degli accertamenti.

Cattivi odori dal depuratore del Calice a Prato

Gli accertamenti effettuati dai tecnici di ARPAT hanno individuato la causa delle maleodoranze nell’incremento quali-quantitativo dei rifiuti conferiti, così come previsto da una modifica dell’autorizzazione AIA, che tra l’altro prevede un incremento sia del quantitativo dei rifiuti da trattare che della tipologia dei codici CERche possono essere conferiti all’impianto. Nello specifico nell’impianto possono essere trattati anche rifiuti provenienti dal settore agro-alimentare.

Oltre agli aspetti relativi ai disagi olfattivi, durante i sopralluoghi da parte di ARPAT, già nel mese di febbraio 2019, era stato verificato che il depuratore ITL-IDL era interessato da una serie di guasti che avevano ridotto la capacità di trattamento dell’impianto con attivazione del bypass di testa. A seguito di questa ridotta capacità di trattamento dell’impianto di depurazione, ARPAT aveva proposto alla Regione Toscana di imporre a GIDA spa, ente Gestore dell’impianto del Calice, di non trattare i rifiuti liquidi conferiti su gomma al fine di non diminuire la capacità residua di trattamento dell’impianto di depurazione.

Leggi anche:  Camion si incastra a Crespole, traffico bloccato sulla Sp34

Durante i controlli effettuati a marzo erano presenti forti maleodoranze sia all’interno dell’impianto di depurazione che nelle aree limitrofe, a causa del trattamento di rifiuti liquidi di origine agroalimentare, in forte stato di putrefazione. Di tale situazione ARPAT ha dato comunicazione all’Autorità Giudiziaria ed ha chiesto provvedimenti alla Regione Toscana.

La Regione Toscana ha disposto l’avvio di un procedimento di riesame dell’autorizzazione con particolare riferimento alle emissioni odorigene. Ha disposto, inoltre, di sospendere la ricezione dei rifiuti liquidi agroalimentari. Allo stato attuale l’impianto ITL-IDL è autorizzato a trattare solo rifiuti costituiti da percolati, come previsto nel precedente atto autorizzativo.

LEGGI ANCHE: MALTEMPO, ALLARME AGRICOLTORI SI RISCHIA IL DISASTRO