Questo un articolo uscito il 14 aprile, poche settimane dopo lo scoop di BISENZIOSETTE, il primo a raccontare la storia di Andrea Vettori.

Compra la Ferrari senza patente: parla l’amico che gliela guida

«Quando compro la Ferrari me la guidi?». Era questa la domanda ricorrente di Andrea Vettori all’amico Enrico Maestrini quando scherzavano su quello che era fin da piccolo il sogno di Vettori, la «Rossa». Poi il sogno che diventa realtà: l’eredità dello zio che arriva ad Andrea e subito la decisione di comprarsi una Ferrari.

«Ci conosciamo fin da piccoli perché abitiamo tutti e due a Sasseta, un piccolo paesino dove si conoscono tutti – ha iniziato a raccontare Enrico Maestrini che ha guidato la Ferrari per portare Vettori dal padre a Firenzuola – Anche se sono più giovane di lui perché ho 39 anni in realtà Andrea lo conosco da sempre. E’ successo spesso che ci siamo ritrovati al bar e scherzando lui mi diceva “Quando compro la Ferrari me la guidi te?” e io gli rispondevo “Quando la compri te la guido, non ti preoccupare”. Poi un giorno, poco dopo aver saputo che finalmente gli era arrivata l’eredità dello zio lo vidi e mi disse: “L’ho comprata, allora me la guidi te un giorno?”. Gli dissi che glielo avevo promesso e così avrei fatto. Il venerdì che gli arrivò mi chiese quando ero libero per portarlo dal babbo a Firenzuola. E’ stato subito il suo primo pensiero. So che era più di due anni che non lo vedeva perché non aveva mai voluto chiedere a nessuno un passaggio per andare da lui. Questa cosa sinceramente mi è dispiaciuta molto quando l’ho saputa e indipendentemente dalla Ferrari gli ho subito detto che lo avrei accompagnato senza problemi».

Il primo pensiero di Vettori quindi è stato quello di andare a trovare suo padre con la Ferrari appena acquistata.

«Così subito la prima domenica siamo partiti e siamo andati da Sasseta a Firenzuola – ha continuato Maestrini – Io l’ho fatto soprattutto per portare lui dal padre, di guidare la Ferrari non mi interessava molto anche perché sono stato nel mondo del rally e quindi di macchine ne ho viste parecchie».

Per tanti anni infatti Enrico Maestrini ha organizzato il campionato nazionale di rally (dal 2000 al 2010) prima a Castiglione e poi a Porretta Terme.

«L’ho fatto per amicizia nei confronti di Andrea – ha spiegato Maestrini – Anche perché guidare una Ferrari non è semplice. Chi non ha mai guidato macchine con un motore del genere può trovare molta difficoltà all’inizio. Io magari ero avvantaggiato anche perché bene o male sono sempre stato in questo mondo».

Così la domenica appena presa la Ferrari sono stati a Firenzuola.

«E’ stato un giro tranquillo. Era il suo sogno e ora lo ha realizzato. In macchina era contento e commentava le prestazioni dell’auto. Poi passavamo da piccoli paesini e la gente per strada ci salutava. Andrea non capiva proprio perché ci salutavano e quindi con un sorriso gli ho spiegato che non è così normale vedersi passare davanti una Ferrari, che anche se di un modello non nuovissimo è pur sempre una macchina di grande prestigio e non passi inosservato».

Il giorno prima, sabato, era venuto a trovarlo suo padre a Sasseta.

«Domenica siamo andati noi e Andrea era molto felice. Tanto che poi siamo tornati anche la domenica dopo per fare un saluto anche alle sorelle e ai parenti», ha concluso l’amico autista.

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QUI IL PRIMO ARTICOLO USCITO CON L’INTERVISTA A VETTORI.