BISENZIOSETTE fu il primo a raccontare la storia del verniotto Andrea Vettori che un anno fa ereditò una fortuna dallo zio morto e decise di comprarsi una Ferrari senza avere la patente.

La notizia fu pubblicata sul numero di BISENZIOSETTE del 31 marzo scorso e solo due settimane dopo anche altri giornali locali, quotidiani nazionali e televisioni arrivarono da Andrea per raccontare la sua storia.

Compra una Ferrari senza avere la patente

Viveva con trecento euro al mese e adesso si è potuto comprare la Ferrari. Andrea Vettori ha 57 anni e ha appena ricevuto l’eredità di suo zio Giuseppe Balestri: case, orti, boschi, castagneti e un cospicuo conto in banca grazie al quale si è potuto comprare quello che era il suo sogno fin da bambino, una fiammante «Rossa.
Andrea è nato e cresciuto a Vernio, anzi a Sasseta.

«Prima vivevo in una casa all’inizio del paese e ora mi sono trasferito nella casa di mio zio – ha raccontato – Ho ricevuto la sua eredità circa un mese fa. Si tratta di una cifra che mi permetterà di stare bene per il resto della mia vita».

Ha gli occhi lucidi Andrea parlando dell’eredità e ricordando la sua vita fino a un mese fa.

«Io vivevo con una pensione di invalidità da 300 euro al mese. Quando poteva mi aiutava mio padre che vive a Firenzuola, ma spesso andavo alla Caritas per mangiare».

La storia di Andrea prima dell’eredità

Nonostante tutto, però, Andrea negli anni ha sempre cercato di darsi da fare e di lavorare come ha potuto: «Per un po’ ho aiutato mio padre Giovanni con la falegnameria, poi ho cercato di racimolare qualcosa lavorando per una ditta edile che realizzava le cabine in cemento per l’Enel. Però la mia è sempre stata una vita difficile. Almeno fino a un mesetto fa».
Eppure lo zio aveva già deciso che la vita del nipote, il figlio di sua sorella Marie, dovesse cambiare.

«A un mio amico – ha raccontato Andrea – tempo fa aveva detto: “Quando morirò mio nipote lo lascerò bene, con casa, terreni e soldi, e vivrà da signore finché campa”. Io all’inizio non ci credevo, anche quando mio zio è morto e ho saputo che avrei ereditato veramente tutto questo, non mi sembrava vero. Prima vivevo male, stavo sempre più che attento a tutto e cercavo il modo di risparmiare su ogni cosa. E quando uno vive così poi è difficile cambiare».

La Ferrari, il sogno di una vita

Eppure la prima spesa di Andrea è stata la «Ferrari F430», un’auto usata che ha acquistato per 95mila euro:

«Quando ero bambino il mio sogno era quello di diventare un pilota di Formula Uno – ha confessato – Eppure prima di tutto questo andavo a giro con l’Ape50 e poi con una minicar. Non ho nemmeno la patente per ora, ma solo il patentino. Ma la Ferrari dovevo comprarmela, era il mio sogno di bambino che si realizzava. Però per il resto sono rimasto com’ero».

Si definisce «taccagno» Andrea Vettori, ma poi spiega: «Ero abituato a dover risparmiare sul tutto e quindi ora anche quando vado a fare la spesa alla Coop ho ancora la vecchia mentalità e sto attento a tutto. Ovvio che una cotoletta in più magari la prendo, ma non riesco a spendere e spandere. Per esempio sono andato a comprare la Ferrari con in mano la bottiglia d’acqua portata da casa, con l’acqua di Sasseta. Eppure quanto costerà una bottiglietta d’acqua? Ma mi è venuto spontaneo portarla da casa».

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Il paese che lo protegge

Che debba utilizzare con cura i soldi che ha ereditato glielo ripete ormai da settimane tutto il paese.
Le donne e gli uomini che conoscono Andrea da una vita in questo ultimo periodo sono protettivi nei suoi confronti e fin da subito gli hanno fatto le raccomandazioni più giuste:

«Mi hanno detto tutti in paese: “Va bene, comprati la Ferrari, è giusto che ti tolga questo sfizio, ma poi basta. Devi stare attento ai tuoi soldi e usarli per le cose che ti servono, sistemare la casa, comprarti i vestiti per te e la tua compagna. E così farò, hanno ragione. In paese quando si è saputo che avevo ereditato questa fortuna la maggior parte delle persone sono state contente per me. Ho vissuto una vita in povertà, non ho mai avuto niente e loro sono stati felici per me, anche se so che c’è di sicuro qualche invidioso in giro. Sto attento anche alle persone che già hanno bussato alla mia porta. Io ho intenzione di aiutare solo chi mi ha aiutato in passato e chi ne ha veramente bisogno. L’altro giorno per esempio ero alla Coop e davanti a me c’era un ragazzino di colore che stava pagando la spesa e non aveva tutti i soldi che gli servivano per pagare il conto, così glieli ho dati io e mi è sembrato giusto. Chi ha bisogno è giusto venga aiutato. L’ho fatto anche con la mia compagna, Daniela. Quando l’ho conosciuta dormiva sul pavimento della stazione di Prato e non aveva nessuno al mondo. Io l’ho portata a casa e l’ho aiutata».

Nonostante Andrea non abbia la patente, domenica è riuscito a fare un giro con la sua Ferrari F430 arrivando a casa di suo padre a Firenzuola. Lo ha accompagnato un amico, Enrico Maestrini, che di sicuro si è potuto godere questa bella occasione.

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