Inchiesta Agimeg: Coronavirus, crolla il gioco a Prato, il comune italiano con maggiore presenza cinese rispetto alla popolazione

Il Coronavirus non fa sconti neanche al gioco. L’emergenza sanitaria globale, dopo l’epidemia del virus che ha messo in ginocchio la Cina, si sta diffondendo in altre parti del mondo e anche l’Italia non ne è immune. L’onda lunga del Coronavirus, nel nostro Paese, ha avuto un forte impatto anche nel settore del gioco, soprattutto là dove è più massiccia la presenza della popolazione di origine cinese, ovvero la provincia di Prato.
Numeri alla mano, sono oltre 23 mila i cittadini cinesi a Prato e provincia, la seconda comunità più numerosa d’Italia, alle spalle di Milano, ma nel Comune toscano in percentuale incide per il 12% sull’intera popolazione (a Milano invece impatta per il 2,2%). Se a questo si aggiunge la notoria propensione degli asiatici per il gioco, non può passare inosservato il fatto che nelle ultime settimane sale slot e sale scommesse abbiano registrato un calo, in alcuni casi un vero e proprio crollo, di giocatori con gli occhi a mandorla.
Come ricorda l’agenzia Agimeg, Prato è in assoluto la provincia italiana con la più alta spesa pro capite nei giochi (riferita al 2018, ultimo dato disponibile), pari a 576 euro. Soltanto relativamente alle scommesse sportive, nel 2019 le 41 agenzie di Prato hanno registrato una base imponibile di oltre 937 mila euro, quasi il doppio rispetto a Roma (536 mila euro).
L’inchiesta Agimeg ha coinvolto oltre 30 sale, tra agenzie di scommesse e sale slot, di Prato. Il dato che ne viene fuori è quello del forte impatto, nel settore del gioco, che ha avuto la vicenda del Coronavirus nella provincia. La comunità cinese, forse per paura di reazioni da parte della popolazione locale, sta infatti disertando molte attività commerciali, tra queste anche quelle adibite al gioco. Il calo di presenze nelle agenzie di scommesse e nelle sale slot ha toccato punte del 70%, con diversi esercenti che pensano possa arrivare alla totale scomparsa di questo tipo di clientela. “Il calo di giocatori cinesi in queste settimane è più che evidente, sia alle macchinette sia al bancone delle scommesse, forse hanno paura, non escono più”, racconta ad Agimeg chi lavora nelle sale slot della città o nelle agenzie di scommesse. In alcuni casi la diminuzione si attesta intorno al 20%-30%, ma ci sono punte del 50% e oltre. “Da noi c’è stata una fortissima diminuzione, intorno al 70% – racconta la titolare di una sala giochi all’interno di un centro commerciale – ma il calo è evidente anche per le altre attività commerciali qui presenti. Da quando è scoppiata l’epidemia di Coronavirus, non si vedono quasi più cinesi e questo per noi, così come per gli altri negozi, è un grande danno”. cr/AGIMEG