E’ Matteo Pirinu il 36enne fisioterapista di Legri nella task force di medici del Meyer che ha coadiuvato operatori locali.

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Da Calenzano ad Aleppo: Matteo a curare i bambini

Nell’equipe medica dell’ospedale pediatrico Meyer partita lo scorso 20 gennaio per Aleppo, per curare i bambini vittime della guerra, c’era anche un nostro concittadino, il 36enne di Legri Matteo Pirinu.


Fisioterapista, come l’altra collega presente insieme a lui nella task force formata anche una psicologa, Pirinu si è recato nella città siriana martoriata da anni di conflitto, in cui sono morti migliaia di bambini e altrettanti sono rimasti senza niente, con l’obiettivo di sostenere gli operatori locali nei bisogni riabilitativi dei piccoli rimasti vittime di lesioni per lo scoppio di mine e il crollo di edifici ora che la vita, pur tra mille difficoltà, sta lentamente cercando di riprendere.

Il Cuore si scioglie

Il supporto psicologico ai bambini e alle loro figure di riferimento è stato prezioso per affrontare quei traumi che la guerra, inevitabilmente, comporta: molti dei bambini intrappolati in città hanno perso entrambi i genitori e soffrono la fame e il freddo.


La missione è stata promossa dalla Fondazione «Il Cuore si scioglie» (la fondazione di Unicoop Firenze che ci ha gentilmento concesso le foto soprastanti a corredo dell’articolo) e dalla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer.
I medici sono rimasti in Siria per una settimana e hanno aiutato alcuni bambini ospitati nelle strutture dei Francescani e dell’associazione Mano nella Mano. Una missione esplorativa che, grazie alla professionalità dei medici fiorentini, ha approfondito i bisogni primari dei bambini di Aleppo, privati della loro infanzia, fornendo assistenza specialistica agli operatori locali e facendo una mappatura dei bisogni più urgenti.

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La missione

La missione degli operatori del Meyer è rientrata nelle attività della campagna di solidarietà 2018/2019 della Fondazione Il cuore si scioglie e ha continuato un impegno per i bambini colpiti dalla guerra in Siria già iniziato nel 2017, con il supporto alle attività della Fondazione Giovanni Paolo II e di Arci Toscana volte a garantire cure e assistenza ai piccoli cittadini della città siriana.

L’orgoglio di Legri

Grande l’orgoglio dei legresi, che hanno saputo della bellissima esperienza di Matteo grazie ad un servizio del Tg3 toscano. La famiglia del medico è molto conosciuta: i genitori sono impegnati da sempre nell’aiuto del prossimo e volontari della locale Misericordia. Una sensibilità che Matteo ha recepito in pieno e che ha voluto mettere a servizio, grazie al suo mestiere, di una delle fasce più indifese e fragili, i bambini appunto.
La presenza dell’equipe medica del Meyer ha portato, oltre a concrete cure fisiche e generi di prima necessità, un grande segno di speranza sia alla popolazione che agli operatori presenti: la dimostrazione reale che ricominciare è possibile grazie all’impegno di tanti “angeli” provenienti da tante parti del mondo.

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