La storia di zia Fifina che ha fatto commuovere tutta Italia, finita su Rai Uno, mercoledì 12 giugno al Gradisca a Prato.

Diciotto

Diciotto, il volume voluto e scritto da zia Fifina, al secolo Serafina Ferraro, classe 1924, scomparsa a gennaio del 2017 dopo una vita intensa, senza poter mai tornare nella sua casa.
Zia Fifina, “maestra di lunga carriera”, ha saputo, per circa un quarantennio, mettere a disposizione della scuola e dei suoi piccoli alunni tutta se stessa in sedi scolastiche anche molto distanti dal suo paese di origine. Ha attraversato la Basilicata in lungo ed in largo raggiungendo anche sedi scolastiche che agli inizi degli anni 50 erano accessibili solamente con l’asino. Zia Fifina è stata anche fra le prime donne lucane a conseguire la patente per mettersi alla guida della sua “mitica 500” e percorrere migliaia di chilometri in Basilicata, anche su strade innevate, incurante dei pericoli che poteva incontrare giorno dopo giorno.

Il terremoto

Per zia Fifina la vita cambiò da quel terremoto del 1998 e da allora fu costretta a vivere fra Prato e il suo paese di origine. Al momento di chiudere il libro, il 9 settembre del 2016, a 18 anni dal sisma, non era ancora rientrata nella sua casa.

«Grazie alla enorme pazienza ed alla immensa fiducia di Alessandro e Monica Attucci ho potuto realizzare questo sogno. Non voglio assolutamente essere considerata una scrittrice, non lo sono. Sono solo una anziana maestra in pensione che ha voluto raccontare qualche episodio di vita vissuta. Nulla di più», così commentava all’epoca zia Fifina.

La presentazione

A due anni e mezzo dalla scomparsa di zia Fifina il prossimo 12 giugno alle 21 il libro Diciotto verrà presentato al bar Gradisca a Prato alla presenza della casa editrice Attucci che ancora oggi si batte perché la storia di zia Fifina non venga dimenticata.

Leggi anche:  Carmignano, sindaco e giunta incontrano i cittadini

LEGGI ANCHE: SFRATTATI DALLA CURIA