La dipendenza da alcol è un fenomeno in aumento, che riguarda un numero importante di persone a Campi Bisenzio, tra loro anche tanti giovanissimi. Un fenomeno che cresce e che spaventa, perché quando si parla di dipendenze sono tante le persone che finiscono per essere coinvolte in questa spirale verso il basso.

Un’esperienza che conosce bene chi l’ha vissuta sulla propria pelle e che ora cerca di usarla per aiutare gli altri. E’ il caso di Rosario Geloso, 32enne campigiano che ha deciso di ripartire proprio dal suo territorio per aiutare altre persone che stanno combattendo la sua stessa battaglia attraverso l’Acat (associazione dei club alcologici territoriali).

“Fino a un paio di anni fa, quando abbiamo formato il club anche a Campi, eravamo in cinque o sei, ora siamo quasi un’ottantina di persone – ha raccontato Rosario -, tanto che i club adesso sono tre. Il problema c’è e soprattutto qui a Campi”.

Da qui è nata quindi l’idea di creare un progetto portato vanti con l’ospedale di Careggi per una maggiore sensibilizzazione del problema. Un percorso iniziato con l’appuntamento di alcune settimane fa a Villa il Palagio. L’acat di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Peretola e Firenze ha infatti organizzato l’iniziativa “Percorsi di ecologia sociale: dai problemi alcolcorrelati alla promozione della”; un incontro aperto a tutte le famiglie realizzato in collaborazione con la Misericordia, con il relatore Alessandro Prioreschi e Rosario Geloso nel ruolo di supporter.

“E’ un percorso introduttivo che portiamo avanti anche nelle scuole – ha proseguito Rosario – Non ci limitiamo a parlare del problema dell’alcol e poi seguiamo tutta la famiglia, non li lasciamo da soli. Perché il problema dell’alcol non riguarda solo la persona che beve, ma invste tutta la famiglia. E poi non ci concentriamo solo sull’alcol ma parliamo di stili di vita”.

Rosario ha deciso di rimettersi in gioco e di aiutare gli altri dopo aver vissuto lo stesso dramma che vivono tanti suoi concittadini, diventando un servitore insegnante (così viene chiamato chi ricopre questo ruolo e che grazie al Corso di sensibilizzazione, secondo il Metodo Hudolin, ha acquisito le conoscenze base fondamentali riguardo a questi problemi ndr.) .

“Solitamente chi fa questo percorso non fa il servitore insegnante nel luogo dove vive, sono io che l’ho voluto, perché qui a Campi conosco tutti. Ho iniziato a bere tra i 15 e i 16 anni. Quando vado nelle scuole e parlo con i ragazzi, vedono una persona poco più grande di loro che ha passato le stesse cose. Parlo con tanti ragazzi giovani nelle scuole, cerco di far capire loro cos’è l’alcol e quanto è pericoloso. L’uso di alcol tra i giovani è un fenomeno che sta aumentando, così come quello di droga, ma viene preso sotto gamba. Con loro parlo di quello che ho passato, non faccio discorsi da dottore, ma racconto quello che fa l’alcol”.

Quella di Rosario infatti è stata un’esperienza difficile che però lo ha aiutato a mettersi a disposizione degli altri

“Non sapevo più cosa fare. Sono arrivato al punto che avevo pensato di fare una falsa rapina per farmi arrestare e stare rinchiuso per riuscire a smettere di bere. Sono stato al Sert e ho avuto la fortuna di conoscere il dottor Valentino Patussi, il primario di alcologia, che mi ha preso per un orecchio e portato al club. Lui per me è stato un secondo babbo, ho trovato un’altra famiglia. Quello che facciamo noi non è come gli alcolisti anonimi, anzi spesso c’è chi si avvicina al club non ha problemi di alcol, talvolta sono i familiari che magari sono preoccupati ad esempio per i figli e allora cercano aiuto per capire come comportarsi”.

Tre sono i club presenti al momento a Campi: due hanno sede a villa il Palagio, si riuniscono il lunedì alle 21 e sono seguiti rispettivamente dai servitori insegnanti dottor Valentino Patussi e dottoressa Giovanna Curradi; il terzo è il club One Life di cui è servitore insegnante Rosario Geloso, ha sede presso la Pubblica assistenza e si riunisce il giovedì alle 21.

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