Visita guidata e cena sociale per i partecipanti al Congresso nazionale di Scienze Planetarie che si svolge a Firenze fino all’8 febbraio.

Domani al museo delle Scienze Planetarie 150 scienziati

Arrivano domani nel tardo pomeriggio i 150 fra scienziati e ricercatori delle scienze planetarie che fino all’8 febbraio partecipano a Firenze al XV Congresso nazionale dedicato a questa branca della scienza.

“Per moltissimi anni l’appuntamento si è tenuto a Bormio, ma finalmente, grazie all’interesse dimostrato dall’Università di Firenze, per l’edizione 2019 è stata scelta Firenze e non c’era migliore occasione per organizzare una visita a Prato, che si concluderà con la cena sociale allestita sempre in città”, spiega Marco Moreli, direttore della Fondazione Parsec.

Fra gli ospiti che saranno accolti a Prato, provenienti dall’Italia e dagli stati europei, molte personalità forse non notissime al grande pubblico ma di spicco in quello scientifico, che lavorano all’INAF, l’istituto nazionale di Astrofisica, nelle varie Università e all’agenzia spaziale italiana. Oltre a Giovanni Pratesi dell’Università di Firenze, che i pratesi ricorderanno come primo direttore del Museo di Scienze Planetarie, e Renato Braga che ne fu ideatore, a Prato arriveranno Mario di Martino, noto esperto di asteroidi, Emanuele Pace, fondatore dell’Osservatorio del Chianti e docente ad Arcetri e Maura Tombelli, la donna astrofila che a livello mondiale ha scoperto più asteroidi, fondatrice dell’osservatorio astronomico di Montelupo fiorentino, inaugurato pochi mesi fa alla presenza di Piero Angela.

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Al congresso sfilano infatti nelle 4 giornate di lezioni e incontri i maggiori scienziati che fanno ricerca in questo campo, da terra con i telescopi o con sonde in orbita intorno alla terra o inviate verso i pianeti del nostro sistema solare. L’obiettivo della ricerca è appunto lo studio dei pianeti del sistema solare e della loro atmosfera, la ricerca di esopianeti intorno ad altre stelle e lo studio di corpi minori, asteroidi, comete e meteoriti, che molto hanno da insegnare sull’origine del sistema solare e dell’universo. Ulteriore tema di studio è la ricerca di forme di vita nell’universo.

Il programma di domani prevede l’arrivo dei 150 congressisti a Prato attorno alle 19, la visita al Museo di Scienze Planetarie e quindi la cena sociale del congresso. Il Museo, dopo la fusione con il Centro di scienze naturali e la nascita della Fondazione Parsec che li riunisce, sta sviluppando un’intensa attività didattica. Nel 2018 al Museo di Scienze planetarie sono approdati 12.500 visitatori, di cui circa 5.000 studenti di scuole di ogni ordine e grado. In questi mesi il museo è anche impegnato a riorganizzare l’attività di ricerca nell’ambito del nuovo contesto individuato dalla Fondazione Parsec.