Dopo una vita dedicata ai suoi piccoli pazienti la dottoressa Rosalba Fiore è andata in pensione. In oltre quarant’anni ha curato migliaia di bambini e tantissimi ricordano con grande affetto la pediatra dei campigiani.

L’intervista alla pediatra è stata pubblicata sul numero di Bisenziosette del 14 settembre

La pediatra dei campigiani per oltre 40 anni

Da poco in pensione, la pediatra Rosalba Fiore è stata per 40 anni pediatra a Campi Bisenzio.

«Provengo dalla provincia di Potenza – ha raccontato -, ho studiato a Firenze e ho fatto il tirocinio in neonatologia a Careggi. Non vengo da una famiglia di medici, i miei genitori erano insegnanti, dopo il liceo classico però decisi di fare medicina. Ho scelto di fare pediatria quando ho preparato la mia tesi di laurea col professor Ragazzini, che era primario al Meyer. Mi piaceva l’idea di curare i bambini perché a differenza degli adulti non mentono mai. A Careggi ho lavorato con persone meravigliose, ci sono state volte in cui ho visto nascere anche 15 bambini a notte. Nel ‘77 il professor Paradiso mi chiese una sostituzione ed è stato così che arrivai per la prima volta a Campi. Poi ho cominciato a conoscere sempre più persone e ho iniziato con la libera professione. Venendo qui sono entrata in contatto con l’Asl di Campi, ho saputo che mancava un pediatra e ho fatto domanda. Sono stata anche inserita alla Asl come per il servizio vaccinale. Ho lavorato fino al 31 luglio di quest’anno e dal ‘78 a ora penso di aver vaccinato tutta Campi. Qui mi sono trovata benissimo, ho avuto un bel rapporto con tutti e mi è anche capitato di seguire i figli dei miei pazienti. Vado in pensione a malincuore, non me la sento di rimanere in casa e mi piacerebbe continuare ancora un altro po’».

In tanti anni trascorsi a curare i bambini, sono tantissimi gli episodi particolari capitati alla dottoressa Fiore.

«Ricordo che una volta andai a fare una visita a casa, prima ne facevamo tante, e c’era una bambina che voleva venire per forza via con me, per convincerla a restare ho dovuto portarla a fare un giro in macchina con me e poi riportarla a casa. Oppure ricordo che un’altra volta ero andata a fare una visita a Capalle, era ora di cena ed era già tutto apparecchiato, così i genitori mi hanno chiesto se volessi restare a cena con loro e il bambino ha risposto “Ma perché, la dottoressa mangia?”. Ho sempre fatto orari pazzeschi, spesso finivo alle dieci di sera e molti bambini mi chiedevano se dormissi in ambulatorio».

Nei suoi anni a Campi la dottoressa ha girato tutto il territorio.

«Ho avuto l’ambulatorio a San Donnino, in via del Fosso secco, e a San Piero a Ponti nella piazza dei Carabinieri, qualche volta sono stata anche a Capalle. Poi ho girato le varie Asl, tutte le scuole di Campi e ho avuto l’ambulatorio prima in via Sanzio e poi in via Buozzi dove sono da più di dieci anni. Fino all’ultimo ho sperato di non dover andare in pensione e di avere una proroga ma non è stato possibile. Quando i pazienti lo hanno saputo mi hanno chiesto se fosse vero, non volevano crederci ed erano molto rattristati».

Per i colleghi più giovani che si avvicinano a questa professione la pediatra ha lasciato anche alcuni consigli.

«Bisogna avere molta pazienza e non stare dietro agli orari, dobbiamo esserci quando il paziente ha necessità. Bisogna saper ascoltare quello che dicono, non imporsi ma saper spiegare. Le famiglie spesso quando arrivano dal medico parlano di tanti problemi e non solo delle patologie dei bambini e vorrei dire ai nuovi medici di non avere furia ma di prendersi tutto il tempo che serve. Vorrei anche che fosse dato più spazio ai giovani in questa professione e trovo sbagliato che l’accesso a medicina venga fatto attraverso dei quiz; in questo campo la selezione avviene naturalmente, andando avanti si capisce chi è portato e chi non lo è».

Anche sulla questione dei vaccini la dottoressa ha una posizione molto chiara.

«Sono per i vaccini al 100% però è necessario che siano fatti da un medico competente, nel rispetto dei tempi giusti e in un ambulatorio attrezzato per qualsiasi evenienza».

 

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