Soltanto un mese fa la grande festa per i suoi 103 anni ma oggi, giovedì 16 maggio, Mosè Magni ha chiuso gli occhi per sempre avendo raggiunto un traguardo invidiabile. Questa l’intervista pubblicata lo scorso 5 aprile dal GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE

L’addio a Mosè Magni

La notizia si è diffusa a Quarrata subito dopo l’ora di pranzo: alle 12.30 Mosè Magni, il quarratino più anziano attualmente residente sul territorio comunale, si è spento all’età di 103 anni. Sostenuto e confortato da tutti i suoi parenti, ha chiuso gli occhi per sempre. La salma di Magni è esposta alle Cappelle del Commiato della Misericordia di Quarrata ed il funerale si terrà sabato 18 maggio alle ore 9.15 presso la chiesa di Santa Maria Assunta.

Nel numero del “Giornale di Pistoia e della Valdinievole” in edicola venerdì 24 maggio un ampio servizio lo ricorderà. Intanto alla famiglia giungano le più sentite condoglianze da parte di tutta la nostra redazione.

Il racconto del giorno del suo compleanno

Con i suoi 103 anni compiuti lo scorso 4 aprile, Mosè Magni entra di diritto fra i più longevi cittadini di tutta la provincia di Pistoia. Mosè ha vissuto una vita piena, fatta di lavoro, famiglia e passioni, e ancora oggi è sveglio e attivo, e non ci si potrebbe aspettare altrimenti da una persona che ha guidato e ballato fino a 94 anni. Infatti una delle sue passioni è stato proprio il ballo liscio.
«Cominciai a ballare dopo la guerra – ci ha raccontato Mosè – alla casa del popolo di Quarrata, a Bottegone e anche a Pistoia. Ho continuato finché ho potuto guidare».

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Mosè si sposò con Tommasina nel 1943 e da lei ha avuto 3 figli: Paolo, Claudio e Milva, che a sua volta gli hanno dato tre nipoti, Federica, Giulia e Leonardo. Da qualche anno Mosè è anche diventato il bisnonno di Ludovica, Giovanni e Gemma. Ha sempre abitato a Quarrata e nella sua odierna casa dal 1966. Ha partecipato alla seconda guerra mondiale di stanza nella caserma di Pistoia e faceva la spola in bicicletta fra Gaggio Montano, Pistoia, Quarrata e S. Croce sull’Arno, trasportando pelli all’andata e farina al ritorno: a volte tornava a Quarrata anche con 50 kg di farina appoggiati sul manubrio. «Molte volte mi sono dovuto nascondere nei fossi per evitare le truppe tedesche» racconta Mosè. Dopo la guerra Mosè è stato un impiegato nelle filande di Prato e successivamente ha dato una mano ai propri figli quando hanno aperto una tappezzeria. Le sue più grandi passioni, oltre la sua famiglia, sono la geografia (infatti ha ancora un mappamondo accanto alla sua poltrona) e il ciclismo: ha sempre seguito con passione il Giro d’Italia e il suo preferito, ai tempi, era Fausto Coppi. Mosè racconta anche: «Una volta vinsi una gara proprio qui a Quarrata, con arrivo sul viale Montalbano. Fu bellissimo».

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