E’ nato a Firenze ma da anni vive a Sesto Fiorentino, Fabrizio Morganti, il batterista che nella sua carriera ha suonato con Biagio Antonacci, Patti Smith e Andrea Bocelli.

 

Come e quando è nata la sua passione per la musica?

“All’età di sei anni ho cominciato a studiare musica con un amico di famiglia. Studiavo per intraprendere il percorso classico e cominciavo a suonare il pianoforte e la tromba, poi col passare del tempo è arrivata la passione per il R&R e il Jazz”.

Oltre alla batteria quali altri strumenti suona?

“Di solito suono la batteria e occasionalmente in studio strimpello le chitarre e programmo le tastiere ma il mio strumento preferito è la voce anche se non so cantare”.

Ha suonato a San Siro con Biagio Antonacci, oltre che con lui ha suonato con altri artisti di fama?

“La lista sarebbe davvero lunga… faccio quindi una sintesi della cose più importanti con qualche informazione in più: con Irene Grandi, suono con lei ormai da cinque anni. Con Patti Smith, ho fatto due dischi, un live e il suo ultimo disco di inediti “Banga” con il mio gruppo folk Casa del Vento con cui collaboro dal 2000. C’è anche Andrea Bocelli, ho lavorato con lui in studio più volte e ultimamente ho registrato due pezzi nel prossimo disco di inediti che sarà in uscita tra pochissimo tempo. Con Arisa, ho fatto gran parte del disco con cui ha vinto Sanremo e con Cristina Donà, dischi e live, ho registrato il pezzo con cui ha vinto il “Premio Tenco”. E ancora Piero Pelù e Litfiba, live ed eventi; Francesco e Giovanni Nuti, Leonardo Pieraccioni, Casa del Vento, Bugo, Ottavo Padiglione e Bobo Rondelli, Syria, Paolo Vallesi, Petra Magoni, Dirotta su Cuba, Sergio Sgrilli, Cisco, Dario Baldanbembo e tanti altri più o meno importanti… ma mi fermo qui, Avevo detto che la lista sarebbe stata lunga”.

Oltre alla musica ha qualche altra passione che coltiva a livello personale?

“Non particolarmente. Mi piace nuotare e fare trekking con la famiglia”.

Attualmente a cosa sta lavorando, quali saranno i suoi programmi futuri?

“La mia attività sta virando sempre di più sul lavoro di studio e di produzione musicale. Insieme ad un amico sto portando avanti un bel progetto discografico di una giovanissima cantautrice di nome Lucia Carmignani, “Luchi”, con cui abbiamo vinto, tra le tante cose fatte, il “Premio Ciampi”.

Ha un sogno speciale da realizzare?

“Più che di sogni mi piace pensare a come fare per aumentare la qualità delle cose che faccio”.

Lei vive a Sesto Fiorentino, cosa pensa di questa città soprattutto a livello musicale?

“Faccio una provocazione: mi piacerebbe, un giorno, diventare assessore alla cultura di Sesto Fiorentino. Per me sarebbe un bell’obiettivo. Penso che Sesto Fiorentino sia nella media dei comuni italiani riguardo alla musica. Ha le sue scuole e le attività legate alla musica e cultura. Non mi sto lamentando della mia città ma il problema non è Sesto ma tutto il mondo della musica italiana e il suo “business””.

C’è una serata o un pezzo live o un aneddoto che le è rimasto particolarmente inciso nel cuore e nella mente?

“Ne ho tanti di ricordi… suono professionalmente dal 1987 ed è difficile fare una scelta. Forse tra i momenti di grande emozione vissuti ci sono sicuramente l’inizio di Because the Night al Mandela Forum, strapieno di gente, con Patti Smith e la prima volta che ho suonato a San Siro con Biagio Antonacci davanti a settantamila persone”.

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