L’articolo suscitò molte proteste lo scorso anno quando uscì sul settimanale BISENZIOSETTEnelle pagine di Campi Bisenzio.

Famiglia sfrattata di casa dalla Curia

Una famiglia di quattro persone, tra cui due bambini, rischia di rimanere senza un tetto dopo essere stata sfrattata dalla Curia mentre gli strumenti del Comune si dimostrano ancora una volta inefficaci per gestire e risolvere la situazione. A denunciare la situazione è il Gruppo casa di Campi Bisenzio che sta seguendo la vicenda della famiglia.

«Abitano in una casa in affitto in via del Paradiso di proprietà della Curia – ha spiegato Sandro Targetti – Pagano un affitto di 800 euro al mese ma adesso non ce la fanno più e l’amministratore, senza nessuno scrupolo ha detto loro che se non pagano devono andare via. Il padre dopo aver perso il lavoro ha provato a mettersi in proprio ma le cose sono andate male, la moglie ogni tanto trova qualche lavoro da fare e sta cercando qualcosa di meglio ma tra tutti e due non entrano in casa più di mille euro, poi ci sono i due bambini piccoli, uno all’asilo e uno alle elementari. Così in questo anno e mezzo hanno avuto sempre più difficoltà a pagare l’affitto, inizialmente hanno versato quello che potevano, circa 250 euro al mese su un conto che però si è rivelato non corretto; quando hanno chiesto all’amministratore di mandare il numero corretto per continuare a versare la parte dell’affitto che potevano permettersi, lui ha risposto di non mandare niente perché erano morosi e dovevano andare via. A questo punto ci siamo attivati per chiedere al Comune se la famiglia poteva rientrare nella casistica della morosità incolpevole».

Nessun accesso ai fondi

Anche questa strada però è stata sbarrata e la famiglia non ha potuto avere accesso ai fondi dati a coloro che da un momento all’altro si ritrovano senza lavoro per pagare l’affitto.

«L’ufficio casa però ci ha detto che la famiglia non ne aveva il diritto – ha proseguito Targetti – perché anche nel periodo dopo aver perso il lavoro il padre aveva continuato a pagare l’affitto, a quel punto la moglie ha tentato di spiegare che hanno continuato a pagare usando i risparmi che avevano messo da parte e che adesso avevano finito anche quelli ma è stato tutto inutile. L’unica altra opzione che ci è rimasta è quella di avere più tempo per trovare un’altra casa. E’ stato disposto lo sfratto con la forza pubblica il 28 febbraio, noi siamo andati lì come Gruppo casa e alla fine l’ufficiale giudiziario ha dato poco più di un mese di proroga, fino al 10 aprile. Noi ci siamo attivati subito chiedendo al Comune di parlare con la Curia, ma anche in questo caso il giudizio è negativo. La Curia non deve mettere per la strada una famiglia e il Comune deve farsi sentire. La famiglia non è in grado di uscire e noi abbiamo chiesto almeno di avere una proroga fino alla fine dell’anno scolastico. L’ufficiale giudiziario ha deciso di rimettere gli atti al giudice e questo può voler dire qualsiasi cosa, può concedere la proroga fino alla fine della scuola come può decidere per lo sfratto a sorpresa. Noi siamo molto preoccupati ed esortiamo l’assessore a metterci la faccia e a parlare direttamente col vescovo. Sappiamo che siamo alla fine dei cinque anni di legislatura ma vorremmo che almeno venissero risolte le situazioni rimaste in sospeso».

Sull’emergenza casa cambiare registro

«Il nostro messaggio per l’assessore che verrà – ha aggiunto Giuliano Ghelardoni – è che sull’emergenza abitativa bisogna cambiare registro: servono più case popolari, più risorse e più alloggi di emergenza».

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