La Regione Toscana ha acquisito il patrimonio Alinari, uno dei più grandi archivi fotografici del mondo, testimonianza unica della cultura, del paesaggio, dell’arte, della moda italiana tra la seconda metà dell’800 e della prima metà del ‘900.
L’operazione nasce dalla forte collaborazione con il MiBACT (Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana e istituti afferenti alla DG educazione e ricerca).

Qui di seguito l’articolo uscito su Bisenziosette a maggio del 2019 sul suo trasferimento a Calenzano.

Il patrimonio fotografico Alinari

Il trasferimento del prestigioso e ingente Archivio Alinari a Calenzano è stata una notizia di primaria importanza in queste ultime settimane nella stampa fiorentina dopo che l’immobile della sua sede storica in centro a Firenze è stato venduto.
Si tratta del più antico archivio fotografico al mondo che oggi racchiude 220 mila lastre fotografiche e oltre 5 milioni di fotografie. Fondata nel 1852 dai fratelli Leopoldo, Giuseppe e Romualdo Alinari, l’azienda ha finora avuto la sua storica sede nel centro di Firenze, nel Largo omonimo a ridosso della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, ora venduto. La Regione Toscana è in trattativa per la cessione di questo immenso bene.
Nel frattempo però l’Archivio deve cercare temporaneamente una nuova “casa” ed è per questo che si sta attuando questo delicato trasloco fotografico nel magazzino della società Art Defender, in via Volta, inaugurato nel 2011. Un luogo deputato alla salvaguardia, messa in sicurezza e anche al restauro delle opere d’arte, una delle “eccellenze” nascoste del nostro territorio.

L’intervista

Alessandro Guerrini, amministratore delegato di Art Defender

Parliamo di questa importante operazione con Alessandro Guerrini, amministratore delegato di Art Defender.

Come vi sentite ad essere stati scelti come la struttura destinataria del patrimonio fotografico di questo storico ente?

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«La nostra collaborazione con la Fondazione Alinari è ormai in essere da diversi anni, la loro scelta di affidare ad Art Defender il loro intero patrimonio ci rende molto orgogliosi e conferma il rapporto di reciproca fiducia e riconoscimento delle professionalità che ha contraddistinto la nostra partnership. La nostra mission di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico trova la sua massima espressione in operazioni come questa, che richiedono un sforzo complessivo di ogni reparto della nostra struttura e ci danno l’opportunità di impiegare tutta la nostra competenza ed esperienza».

In che modo saranno conservate le fotografie e le lastre e per quanto tempo la custodia sarà affidata ad Art Defender?

«I nostri ambienti sono stati pensati per la conservazione specifica di diverse tipologie di oggetti. La temperatura e l’umidità sono controllate da appositi sistemi che ci consentono di ricreare ambienti dedicati a materiali così delicati, consentendone un continuo monitoraggio dello stato di integrità. Il trasferimento è in corso e la durata verrà stabilita seguendo le direttive e le esigenze della Fondazione».

I vostri caveau sono stati concepiti appositamente per le opere d’arte: fino a questo momento la vostra attività su cosa si è concentrata principalmente?

«L’attività e i servizi sono principalmente dedicati alle opere d’arte, proprio perché siamo nati e ci siamo specializzati in questo settore. Abbiamo però sviluppato servizi simili, perché comunque pensati per oggetti che richiedono una gestione e una valorizzazione più accurata e di alta qualità, anche per auto d’epoca, vini, arredi e preziosi».