Non potevamo trovare un mezzo migliore della star del momento in casa Ford per partire alla scoperta dei tesori di archeologia industriale custoditi lungo il suggestivo itinerario della Valle del Bisenzio. Di chi stiamo parlando? Della Ford Focus naturalmente, una macchina che qualcuno non ha esitato a definire la migliore Ford di tutti i tempi. E dire che di storia alle spalle Ford ne ha veramente tanta!

Per non farci mancare niente abbiamo avuto il privilegio di provare sulle curve della mitica Statale 325 Val di Bisenzio e Val di Setta la versione più sportiva della Focus, una ST – Line. Una versione che si riconosce a prima vista per il suo assetto ribassato, le minigonne laterali e le ampie prese d’aria sul paraurti anteriori. Basta un’occhiata per capire subito lo spirito sportivo che si nasconde sotto il cofano di questa macchina e il primo tratto di Statale 325 per metterla alla prova: anziché la galleria percorriamo infatti il vecchio tratto della Madonna della Tosse per osservare da vicino la prima ciminiera della Vallata, quella della Tintoria Beccaglia. Lì la curva è impegnativa e anche senza esagerare con la velocità si apprezzano subito le sospensioni che assicurano la massima tenuta di strada. Occhio alle buche però, i cerchi in lega rischiano grosso.

Fatto qualche chilometro direzione nord eccoci a La Briglia, tappa obbligata del nostro tour: qui la ciminiera squadrata dell’ex lanificio Forti ha una storia secolare da raccontarci, quella di un’antica cartiera poi trasformata in fonderia di rame prima di diventare un lanificio circondato da un vero villaggio operaio con le sue casette allineate e il suo dedalo di stradine. A proposito: la nostra sportivissima Focus se la cava molto bene anche nello stretto, è agile e maneggevole e parcheggiarla è un piacere anche nell’angusto piazzale di un antico villaggio industriale.

Ci lasciamo alle spalle La Briglia per puntare dritti verso Vernio dove ad attenderci c’è una visita al Mumat, il bellissimo museo tutto dedicato all’industria tessile ricavato nei suggestivi locali dell’ex fabbrica Meucci. Dopo Vaiano la strada si fa impegnativa e, lo confessiamo, con la nostra Focus ci divertiamo davvero grazie al suo assetto ribassato: curve e salite filano via lisce con una splendida sensazione di sicurezza e di comfort. Arriviamo a Vernio con un’altra bella sorpresa: il livello della benzina si è abbassato proprio di poco rispetto a quanto ci saremmo aspettati da una sportiva brillante come la Focus. Siamo pronti per goderci il Mumat e il suo piccolo grande tesoro di macchinari tessili un tempo utilizzati per rigenerare la lana, una volta vero piatto forte dell’industria della Vallata.

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Usciamo contenti e risaliamo sulla nostra Focus: per tornare a Prato ci attendono 30 chilometri di curve e bei paesaggi, ma sappiamo già che sarà un viaggio molto confortevole e arricchito anche… da qualche effetto speciale: lo schermo che si solleva dal cruscotto quando si gira la chiave ad esempio ha il suo bell’impatto scenico ma soprattutto si rivela di una comodità straordinaria perché permette di tenere tutto sotto controllo con un’occhiata. Inevitabilmente ci mettiamo subito a parlare del contrasto tra le antiche tecnologie industriali che abbiamo appena visto al Mumat e quelle di avanguardia che ci offre Focus: alla fine però concordiamo sul fatto che una delle caratteristiche migliori di questa macchina è la sua straordinaria silenziosità e la vivibilità del suo abitacolo. Insomma cose che anche non addetti ai lavori come noi sono in grado di cogliere al volo ed apprezzare.

Se poi anche a voi venisse voglia di provare questa macchina, anche senza avventurarsi in Vallata, lo potete fare gratuitamente e senza impegno al FordStore Autosas in zona Firenze Osmannoro. Qui oltre alle Focus in esposizione, ce ne sono alcune adibite a vetture di prova. Per chi viene da Prato o da Pistoia la soluzione migliore invece è quella di recarsi presso il nuovissimo showroom di Via Galcianese 56 per fare un test drive. Da via Galcianese fate due passi e siete già… sulla Statale 325.

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