Lite tra suocera e fidanzata finisce in rissa sul portone del condominio di Sesto Fiorentino. La vicenda è finita in tribunale dove a finire sotto processo non è stata la fidanzata ma l’amica di lei. Due anni fa su Bisenziosette tutta la storia.

Lite tra suocera e fidanzata finisce in rissa

Malmenata dalla amica della fidanzata del figlio. E’ questa l’accusa di A. G. nei confronti della giovane E. P, amica della fidanzata di suo figli.
Il fatto sarebbe accaduto a giugno del 2011, ma dal Giudice di Pace si è tenuto l’ultimo di questo capitolo piuttosto complicato.
Tutto sembra sia iniziato da una lite tra fidanzati, il figlio di A. G.e la sua ragazza Eleonora, entrambi tra i 30 e i 40 anni.
Durante una lite Eleonora avrebbe alzato le mani nei confronti del ragazzo, tirandogli uno schiaffo e poi andandosene.
Il figlio è andato così dalla madre, a quanto dicono in tribunale sconvolto, raccontandole l’accaduto.
La donna, non lasciando tempo in mezzo, sarebbe andata a cercare questa Eleonora a casa di una sua amica, in un palazzo di viale Ariosto. Non è stato specificato in aula lunedì come A. G. sapesse che Eleonora si trovasse in quella casa, forse vi si era trasferita momentaneamente dopo il litigio con il compagno.
A questo punto le testimonianze non solo dell’imputata E. P. e dell’accusa, ma anche dei vari testi sentiti al processo, si fanno molto discordanti.
Secondo A. G. lei sarebbe entrata in casa della E. P. e qui, dopo un diverbio con la fidanzata del figlio sarebbe stata malmenata dalla proprietaria di casa che sia sul pianerottolo di casa che poi per strada davanti al palazzo le avrebbe tirato vari pugni e calci da procurarle lesioni allo zigomo, alla gamba e anche all’addome.
A favore di A. G. era stata sentita alcuni mesi fa un’altra teste, Epifani, che diceva di essere andata con A. G. a casa di E. P.  e aver visto questa malmenare l’anziana madre del figlio.
Una vicenda che a suo tempo creò molto scompiglio nel palazzo e il litigio e le urla che si erano nel frattempo spostate nel parcheggio davanti al condominio avevano fatto affacciare molti condomini per capire cosa stesse succedendo. Epifani ha raccontato che l’anziana è anche caduta per strada e la giovane E. P. , l’amica della compagna del figlio, avrebbe continuato a picchiarla anche a terra.
Un comportamento assurdo e senza alcuna spiegazione per la difesa di E. P. che proprio lunedì ha portato sul banco dei testi K. B. , amica fin dall’infanzia di E. P.  perché lì in quello stesso palazzo ha passato molta parte della sua vita e dove, fino alla scomparsa, viveva ancora la madre.
K. B., classe ‘77, ha raccontato al Giudice di essersi recata a casa della madre in quel primo pomeriggio come sempre a quei tempi per portarla a fare merenda. Scese in strada intorno alle 15.30 ha raccontato di aver visto un po’ di confusione e di essersi avvicinata e così aver visto e sentito A. G. offendere pesantemente E. P.. «E. P. era arrabbiata, ma cercava di contenersi – ha spiegato K. B.  – nonostante questa donna continuasse ad apostrofarla anche con offese legate alla sessualità».
Secondo la difesa quindi le cose sarebbero andante diversamente da quanto raccontato da A. G. e dalla teste Epifani. Per la difesa è stata Antonietta a provocare il litigio e malmenare la compagna del figlio a casa di E. P. e «quando si è resa conto di quello che stava succedendo – ha spiegato l’avvocato Mercuri – e che poteva essere compromessa per quello che aveva fatto ha deciso di ribaltare le carte e così alle 18.28 è andata a farsi refertare le percosse».
Si perché da parte sua A. G. ha un certificato medico che attesta appunto le lesioni allo zigomo, alla gamba e all’addome.
Una semplice lite tra fidanzata e suocera che è finita nel peggiore dei modi possibili con il Giudice di pace che adesso dovrà esprimersi con una sentenza che assolverà o condannerà E. P.. l’amica della fidanzata del figlio che potrebbe essere stata o una semplice spettatrice innocente o presa da un raptus aver malmenato l’anziana davanti ad alcuni condomini del palazzo.

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