E’ successo a un pensionato di Prato, che ha accumulato sanzioni per un totale di 2mila euro. Con la propria auto in via dei Tintori, in un’area contrassegnata da un varco elettronico che consente il transito senza alcuna contravvenzione solo ai veicoli dei residenti.

L’articolo è uscito il 14 giugno su BISENZIOSETTE, il settimanale locale della provincia di Prato e Piana fiorentina.

Pensionato colleziona 25 multe

Venticinque sanzioni elevategli, per un importo che supera potenzialmente i 2mila euro. E’ la spada di Damocle che pende sulla testa di Ruggero Foschini, pensionato che ha collezionato quello che (perlomeno in ambito cittadino) rappresenta un vero e proprio primato, ma tutt’altro che invidiabile. La causa delle multe è paradossalmente una sola, sempre la stessa: il passaggio con la propria vettura in via dei Tintori, in un’area contrassegnata da un varco elettronico che consente il transito senza alcuna contravvenzione solo ai veicoli dei residenti. Ma come si sono svolti i fatti, nei dettagli? Cosa ha spinto Foschini ad attraversare in sequenza quella zona a traffico limitato del centro storico?

Caro il mio corso di cinese…

Tutto, a detta del diretto interessato, è iniziato a causa di un malinteso chiarito poi quando era ormai troppo tardi.

«Qualche mese fa iniziai a frequentare un corso di lingua cinese, in via Pistoiese. Dopo qualche lezione, strinsi amicizia con l’insegnante, un uomo di mezza età madrelingua, che mi confidò di abitare in centro. Non distante da casa mia, peraltro. Una sera dello scorso febbraio, al termine della lezione, mi chiese il favore di riaccompagnarlo a casa. Io accettai, per la cortesia dimostrata – ha ricordato – arrivati davanti a via dei Tintori, con la coda dell’occhio intravidi il cartello che segnalava la presenza del varco, ma il maestro mi rassicurò dicendo di attraversarlo quotidianamente senza alcun problema. E io, forse un po’ troppo ingenuamente, mi fidai».

Uno scherzo di cattivo gusto, dunque? No, una spiegazione mancata. Perché l’insegnante di cinese, in quanto residente proprio nei paraggi di quella via, aveva richiesto al Comune il permesso di poter circolarvi in auto. E dava per scontato che lo avesse anche il suo nuovo amico, che per tutta la durata del percorso di studio lo ha riaccompagnato passato ogni volta dalla “famigerata” strada.

«L’ho scoperto purtroppo fuori tempo massimo, quando il danno era fatto – spiega Ruggero – e inizialmente avevo quasi pensato di adire le vie legali, pensando ad un’azione in malafede. Poi però ho pensato di lasciare perdere, data l’involontarietà del gesto».

Quand’è che tuttavia ha avuto la piena consapevolezza di aver infranto il codice stradale? «Il mese scorso, passando a piedi proprio da via dei Tintori. Ho avuto modo di osservare più nei dettagli la segnaletica e quelli che erano solo dei deboli sospetti sono purtroppo diventate realtà».

Il giudice di pace per non pagare 2mila euro

A Ruggero resta dunque il peso (non indifferente) di una vicenda sui generis, specie dal lato economico. Le legge prevede per quella singola infrazione una sanzione amministrativa ammontante ad 83 euro (con una riduzione del 30% in caso di pagamento entro i cinque giorni immediatamente successivi alla notifica). La prima multa presa da Ruggero risale al 19 febbraio scorso, mentre l’ultima, arrivatagli ad inizio giugno, dovrebbe risalire al 15 aprile. Foschini ha per ora pagato le prime sei, a fronte di un esborso di circa 500 euro. Gli resta da corrispondere una cifra che, a seconda della tempestività del pagamento, oscilla in linea potenziale da 1100 a 1500 euro. E l’uomo è intenzionato a chiedere la rateizzazione dell’importo.

«Ho tre figli, sono ormai in pensione e non ho altre entrate economiche. Si tratta comunque di una somma ingente. Ho tentato di richiedere un finanziamento in banca, ma non c’è stato niente da fare – ha spiegato Foschini – ho incontrato sia il prefetto che gli agenti dell’ufficio procedure e relazioni con il pubblico della polizia municipale, in via Mazzini. Mi hanno consigliato di rivolgermi al giudice di pace. Lo farò sicuramente nei prossimi giorni, poi pagherò le multe restanti. Non ne chiederò ovviamente l’annullamento, ma spero solo di poter ottenere una dilazione del pagamento».

La storia di Ruggero rappresenta sicuramente un caso estremo e difficilmente ripetibile, ma può capitare a tutti al volante o in moto, magari in un momento di distrazione o in un contesto urbano poco conosciuto, di oltrepassare una volta un varco elettronico. Ecco, in casi del genere, è prevista la possibilità per il conducente di ridurre o annullare la multa? Sì e no. Della riduzione abbiamo già parlato poc’anzi: il contravventore che decide di saldare la pendenza entro cinque giorni pagherà 58 euro anziché 83. Nessuna chance invece, per quanto concerne l’annullamento. Ecco perchè chi vive nelle zone “controllate” da varchi richiede solitamente un apposito permesso. L’unica soluzione dunque, è quella di prestare particolare attenzione alla segnaletica. Eccoci tuttavia all’interrogativo finale: nelle settimane antecedenti le elezioni, l’amministrazione aveva presentato il progetto di riassetto del sito web del Comune, anticipando una collaborazione più stretta con altri enti collaterali, tra cui la Motorizzazione. Potrebbe quindi prendere piede, in un futuro prossimo, l’ipotesi di un sistema di comunicazione istituzionale in tempo reale, magari tramite Sms, capace di avvertire il cittadino qualora compisse quella specifica violazione del codice?.

«Al momento lo escludo, perchè i passaggi vengono immagazzinati nella memoria delle telecamere e controllate periodicamente dalla municipale. Non vi sarebbero i tempi tecnici – ha spiegato l’assessore Filippo Alessi – da parte nostra ad ogni modo, abbiamo provveduto sin da subito, anni fa, a segnalare la presenza di varchi con cartelli e segnali luminosi che consentono o vietano il transito».

Occhi bene aperti, dunque.

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