Avevano architettato un metodo davvero ingegnoso per attirare i tordi. A pochi giorni di distanza dall’intervento che ha portato alla denuncia di due cacciatori che utilizzavano dei richiami acustici, una nuova operazione ha visto gli agenti della polizia provinciale impegnati nella lotta alle attività illegali.

Polizia provinciale denuncia due cacciatori

A finire nel mirino stavolta sono stati altri due cacciatori che, sempre da un appostamento fisso, utilizzavano, proprio come nell’altro caso, dei registratori che riproducevano il canto dei tordi bottacci. L’intervento nel comune di Prato, tra Paperino e San Giorgio a Colonica

Più raffinato stavolta il metodo utilizzato: gli apparecchi acustici avevano anche la possibilità di essere comandati a distanza rispetto alla postazione fissa di caccia, grazie a un cavo di collegamento interrato di circa 20 metri che andava dal capanno di appostamento, dove i cacciatori azionavano il registratore, fino alle piante poste di fronte al luogo di sparo ai selvatici, dove era posizionato un altoparlante sistemato anch’esso sotto terra, il tutto opportunamente occultato e mimetizzato.

Richiami al rispetto delle regole continui

“Purtroppo – commenta il presidente della Provincia Francesco Puggelli – nonostante i continui richiami al rispetto delle regole, anche a tutela di chi svolge correttamente e in tutta sicurezza per sé e per gli altri l’attività di caccia, si verificano casi di chi non rispetta le disposizioni di legge. Per questo l’impegno degli agenti della polizia provinciale è davvero prezioso, come lo è quello dei cittadini che in maniera molto attenta ci segnalano situazioni di criticità. Questo è un ottimo esempio di collaborazione tra la popolazione e le istituzioni, che porta, e i fatti lo testimoniano, ad un corretto e costante controllo del nostro territorio. Un grazie va dunque non solo agli agenti, ma anche ai tutti quei cittadini che si preoccupano di contattarci”.

Seuqestro armi e denuncia

L’intervento ha portato al sequestro delle armi e di tutto il materiale utilizzato per richiamare gli uccelli, nonché della selvaggina abbattuta. I cacciatori sono stati denunciati e rischiano un’ammenda fino a 1500 euro.

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