Domenica 17 marzo (ore 10.30) seminario al Museo di Scienze Planetarie

Quanto spazio c’è nel carrello della nostra spesa?

Pochissimi fortunati sul nostro pianeta hanno viaggiato nello spazio e guardato il pianeta terra dal cielo, ma le missioni Apollo e le tecnologie che per esse sono state create e sviluppate hanno cambiato la nostra vita con abiti, cibi, strumenti che oggi fanno parte dell’uso quotidiano. Sono cose che magari compriamo abitualmente al supermercato e che mettiamo nel carrello della spesa senza sapere come sono nate.

Domenica 17 marzo (ore 10.30) a Prato, al Museo di Scienze Planetarie a raccontare l’affascinante storia della ricerca spaziale e di quanto di essa troviamo nella vita di oggi sarà il fisico Giampaolo Preti, per oltre venticinque anni nella divisione attività spaziali delle Officine Galileo (oggi Leonardo) e autore di numerose pubblicazioni sull’argomento.

Preti racconterà come alcune tecnologie sviluppate per applicazioni spaziali siano diventate di uso comune e risultino ormai indispensabili. Per esempio il cellulare, o il GPS o anche le previsioni metereologiche, che sono frutto di satelliti che lavorano per noi. Satelliti che ci permettono banalmente di programmare al meglio una gita fuori città, ma che si rivelano straordinariamente preziosi nel caso di emergenze ambientali.

Quello che è più sorprendente però è che noi usiamo e indossiamo oggetti e materiali sviluppati per programmi spaziali. Sulla nostra tavola ci sono cibi elaborati in primo luogo per questo uso, per esempio le gomme da masticare senza zucchero, i liofilizzati, i sistemi per la depurazione dell’acqua.

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È stato il programma Apollo a dare il primo forte impulso, grazie alle ingenti risorse messe a disposizione della NASA dagli Stati Uniti, decisi a vincere la sfida dell’uomo sulla Luna. Negli anni ’70, terminato il programma, le attività spaziali hanno avuto nuovi obiettivi, più legati alle necessità del genere umano, al miglioramento delle condizioni di vita e, non ultimo, ad accrescere la conoscenza scientifica.

Un esempio concreto dei risultati del programma Apollo sono i centosessantamila brevetti di oltre trentamila oggetti scaturiti dal programma stesso. Secondo gli analisti della Nasa, ogni dollaro investito nella corsa verso la Luna negli anni successivi ne ha generati almeno tre di ricaduta economica. La ricerca spaziale insomma, nonostante richieda forti investimenti, rappresenta un settore economico importante per lo sviluppo delle economie e la crescita degli stati.

Giampaolo Preti

Laureato in Fisica, ha un PhD in Ottica e attualmente è libero professionista. Ha lavorato a SMA (Segnalamento Marittimo ed Aereo) e alle Officine Galileo – Leonardo, dove dal 1991 al 2016 si è occupato di attività spaziali nella Divisione Sistemi Avionici e Spazio partecipando a numerose missioni di esplorazione planetaria. Detiene tre brevetti, due dedicati ad apparati radar per uso automobilistico e uno relativo ad un sistema di monitoraggio dell’inquinamento ambientale nel sottosuolo. È autore di oltre 75 pubblicazioni su temi spaziali e tecnologici ed è molto attivo in attività didattiche nelle scuole e nella divulgazione scientifica.