Il giorno 14 giugno è stato proclamato uno sciopero generale dei metalmeccanici, che secondo chi lo ha indetto, “non nasce in polemica con le politiche attuate dal governo bensì dalla volontà di riportare al centro dell’agenda dello stesso azioni volte al rilancio del lavoro e degli investimenti”.

La Ugl non ci crede e non farà sciopero

La Uglm non ci crede, pensa che sia il solito sciopero, strumentale, contro un governo non allineato ai poteri forti dell’Europa – dice Antonio Spera, segretario generale Ugl Metalmeccanici – delle banche e della turbofinanza, che di fatto impediscono all’Italia di sviluppare politiche sociali finalizzate al rilancio dell’economia negando nei fatti una dignità ai lavoratori e ai cittadini italiani.

Non riusciamo a comprendere, come negli anni passati non ci sia stata analoga mobilitazione, quando precedenti governi hanno massacrato l’articolo 18, hanno introdotto il Job Act ed ancora prima, con la legge Fornero, e la sua scellerata riforma delle pensioni, avevano condannato i lavoratori a lavorare fino a 67 anni e oltre.

Cambiare le regole pensionistiche senza gradualità, ha creato un disastro sociale, negando l’uscita di tantissimi lavoratori anziani ed impedendo quindi un ricambio generazionale. Non sono scesi in piazza quando altri governi hanno consentito ad aziende italiane di delocalizzare le loro attività in maniera selvaggia, dopo aver goduto per anni di decine di milioni di euro di finanziamenti pubblici, lasciando tanti lavoratori in mezzo alla strada.

Oggi, un governo diverso dai precedenti, ha introdotto nel sistema pensionistico “Quota100”, che consente volontariamente di poter andar in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Questa manovra, oltre a dare la possibilità a lavoratori logori di anticipare la loro pensione, libera tanti posti di lavoro creando opportunità per tantissimi giovani disoccupati. Il decreto dignità, riduce a 24 mesi i contratti a tempo determinato e di fatto ne riduce la precarietà. La proposta della flat tax, favorirà, da un lato, le aziende che potranno finalmente ritornare ad investire e ad assumere, e dall’altro lato, le famiglie con reddito fino a 50 mila euro, che avranno più soldi per rilanciare l’economia attraverso i consumi senza gravare sulle aziende e sul costo del lavoro.

Per questi motivi la Ugl, nata il 24 marzo 1950, come sindacato libero, partecipativo e non condizionato da nessuno che nel suo statuto si rifà all’art. 46 della costituzione e nelle proprie scelte antepone l’interesse dei lavoratori non parteciperà allo sciopero del 14 giugno.

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