Veterinari della Asl nei campi profughi Saharawi, nei giorni del Ramadan. In missione (con la scorta militare) per istruire i colleghi locali su salmonellosi e corrette pratiche di macellazione.

Veterinari della Asl nei campi profughi

Giorgio Sirugo, il dirigente veterinario afferente all’area di Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare diretta da Stefano Cantini, ha fatto ritorno nei giorni scorsi da una missione nei campi profughi Saharawi, nella provincia di Tindouf. Il viaggio è nato da un progetto della Asl Toscana centro, come missione di lavoro per istruire il personale locale veterinario e tecnico a convivere con gli animali nel rispetto delle norme elementari di igiene, delle buone modalità di conservazione e consumo, del giusto sistema di refrigerazione, del trasporto e della commercializzazione della carne. Gli ispettori, sempre accompagnati durante gli spostamenti da una scorta militare, hanno svolto la loro missione in pieno periodo di Ramadan, per cui gli orari e i tempi di lavoro sono stati spesso subordinati agli orari lavorativi del personale. Il progetto ha coinvolto la struttura fiorentina diretta da Luca Cianti.

La missione

Nello specifico la missione prevedeva la fattibilità di un piano di controllo della salmonellosi nell’allevamento di galline ovaiole presente nel campo e una verifica delle condizioni delle macellazioni in campo aperto di dromedari e ovicaprini, quella dei dromedari in particolare, pratica comune nei campi Saharawi. A conclusione dei controlli, ci sono stati due momenti di formazione che Giorgio Sirugo insieme a un altro veterinario della missione, un collega della Asl di Bologna, ha tenuto presso la Scuola Veterinaria dove sono stati convocati i veterinari e tecnici che operano nei dipartimenti provinciali di Tindouf. Partendo dalla macellazione a cui aveva assistito il giorno prima e attraverso le foto scattate durante l’ispezione, a loro Sirugo ha spiegato le buone pratiche di macellazione in particolare quelle realizzate in campo aperto, per esempio, l’uso corretto delle attrezzature e dell’acqua corrente.

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Altra tappa: magazzino

Altra tappa il magazzino delle galline ovaiole dove, per poter predisporre un piano di controllo delle salmonelle, sono state osservate le condizioni igieniche generali, lo stato di salute degli animali e le condizioni strutturali. Insieme ai colleghi il veterinario della Asl Toscana centro ha valutato la mortalità del giorno, attraverso una ispezione di tutti i corridoi del capannone e l’osservazione delle singole gabbie. Ne è risultato uno scarso controllo da parte del personale addetto al capannone e la necessità di verifiche giornaliere più accurate. Sono stati fatti anche diversi tamponi sulle polveri di superfici, uno duplice sull’acqua – su quella potabile somministrata alle galline e su quella rubinetto dei servizi igienici del personale, per l’analisi chimica – infine uno sul mangime concentrato, per l’analisi centesimale del prodotto. Tutti i campioni prelevati sono stati consegnati al Laboratorio di Sanità Pubblica di Firenze della Asl Toscana Centro, dove l’indagine prosegue.

Qui per leggere la Relazione integrale del dottor Giorgio Sirugo

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