«Lei non sa gestire i soldi di suo fratello». Le mandano l’amministratore di sostegno. E’ successo a Campi Bisenzio.

Accudisce il fratello da anni: arriva l’amministratore di sostegno e le toglie i fondi

Accudisce il fratello da 50 anni e adesso le hanno imposto un amministratore di sostegno che le ha cambiato la vita. E’ successo ai fratelli Maria e Giovanni Fiaschi di 70 e 73 che vivono insieme d tantissimi anni, in una convivenza tranquilla. Giovanni è affetto da oligofrenia ma è autosufficiente e si rende utile anche nelle faccende di casa.
Una vita normale quella dei fratelli fino a quando un giorno Maria ha ricevuto la telefonata di un’assistente sociale che le chiedeva di poter andare a trovarla.

“Io non avevo cercato nessuno – ha spiegato Maria – ma ovviamente le dissi che poteva venire.
Mio fratello ha abitato a lungo nel comune di Scandicci dove frequentava un centro ben organizzato e dove ha continuato ad andare anche quando è venuto ad abitare con me a Campi. Poi si è trasferito in un altro centro dove è necessario presentare l’Isee. Io penso che l’arrivo dell’assistente sociale sia legato al fatto che, circa un anno fa, ho presentato l’Isee in ritardo altrimenti non riesco a capire perché sono stata contattata”.

L’arrivo dell’assistente sociale

“Quando l’assistente sociale è venuta a casa mi ha fatto una serie di domande e ha tratto delle conclusioni a mio avviso incomprensibili. Ha detto che io non non ero in gradi di gestire i soldi e che mio fratello aveva bisogno di un amministratore di sostegno.
Francamente io non capivo. Mi occupo di Giovanni da 50 anni e non c’è mai stato un problema. E’ venuto ad abitare con me a Campi nel 2002 lui ha una pensione che si aggira sui seicento euro con la detrazione fiscale e io di trecento. Non gli è mai mancato niente”.

Il tribunale

“Poi è successo che un giorno l’assistente sociale è andata a prendere mio fratello al centro e lo ha portato in tribunale dove ha firmato dei fogli e dopo qualche settimana è arrivato l’amministratore di sostegno che si è presentato a casa a prendere il bancomat di mio fratello e non lo abbiamo più visto. Adesso la pensione di mio fratello la gestisce l’amministratore.
La cifra che gli viene data è di 300 euro. Il problema è che la presenza dell’amministratore non era opportuna. Io riesco a gestire i soldi e a prendermi cura di mio fratello da sola, come ho sempre fatto.

E adesso?

“Adesso Giovanni ha bisogno di curarsi i denti e di un apparecchio acustico. Per fare qualsiasi cosa dobbiamo passare attraverso l’amministratore di sostegno. Anche solo andare a portare gli scontrini per le spese è un problema. Io davvero non riesco a capire come sia possibile che si sia venuta a creare una situazione del genere.
Mi sono sempre occupata di Gianni, anche quando abitava a Scandicci, tutte le domeniche andavo a trovarlo al centro e gli portavo tutto quello di cui aveva bisogno e francamente non mi sembra giusto che adesso dobbiamo trovarci in questa situazione. Lui abita con me e le spese sono in comune. Non avevamo bisogno di una amministratore di sostegno ma di una persona che ci desse una mano per le pulizie.
Il giudice ha preso la sua decisione leggendo la relazione dell’assistente sociale dove, fra l’altro, si dice che mio fratello percepisce la pensione d’invalidità che gli è stata tolta quando aveva 65 anni, come se fosse guarito dalla sua patologia. Sinceramente non possiamo più tollerare questa situazione. Non capisco perché si debba intervenire nelle situazioni in cui non c’è bisogno. Non avevamo chiesto niente e mio fratello era seguito così come ho sempre fatto in questi 50 anni”.

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