Era uno dei professionisti più conosciuti, stimati e apprezzati della provincia di Prato e della Piana fiorentina, ma la sua vita professionale è stata distrutta da un’accusa terribile: pedopornografia.

L’accusa di pedopornografia

Tutto è iniziato a novembre del 2011.  Solo otto anni dopo, l’incubo è finito e lui, uno tra gli avvocati più conosciuti e apprezzati, è stato assolto con formula piena.

Leonardo Rossi, oggi 64 anni, iscritto all’ordine degli avvocati di Prato, aveva uno studio proprio davanti al tribunale pratese, un altro in centro a Firenze, dieci collaboratori per uno studio che fatturava centinaia di migliaia di euro l’anno, tra i più richiesti della zona.

L’11 novembre del 2011 furono fatte una serie di perquisizioni sia a casa sua che nel suo studio e furono sequestrate delle pratiche per un’indagine su una serie di truffe per incidenti stradali dove erano coinvolte alcune ditte e carrozzerie che lui assisteva.

I carabinieri della compagnia di Signa sequestrarono molte cose tra cui il suo computer e una chiavetta usb che si trovava in un’altra stanza del suo studio a Firenze.

Una perquisizione avvenuta appunto a novembre del 2011 ma solo molti mesi dopo si videro le prime conseguenze.

“Perché solo nel maggio del 2012 – ha spiegato il suo avvocato Francesco Stefani – si venne a sapere che in quella specifica chiavetta usb era stato ritrovato del contenuto pedopornografico. Materiale che fu ritrovato solo ed esclusivamente su quella chiavetta. Nel suo computer per esempio non fu mai trovato niente del genere”.

Una notizia scioccante che la stessa mattina ha portato all’arresto di Rossi. Anche quello che è diventato poi il suo avvocato ricorda perfettamente quella mattina.

“Ricordo che stavo andando da un cliente e mi fermai vicino a un’edicola leggendo la locandina di un quotidiano nazionale che riportava la notizia dell’arresto di un avvocato pratese per pedopornografia.  Non l’associai minimamente a lui.  Solo dopo, quando ricevetti la notizia per telefono, scoprii che era lui e rimasi scioccato.  Mi ricordo che fu una notizia che ebbe molto seguito anche in televisione. Un’accusa terribile verso un professionista affermato”.

L’arresto

Rossi infatti, a causa dell’ingente quantità di materiale pedopornografico, fu subito arrestato e portato in carcere.

“Un’esperienza drammatica – ha raccontato il suo avvocato – Un professionista conosciuto, incensurato, che da un giorno all’altro si è ritrovato in carcere”.

Proprio in carcere si verificarono cose inaspettate.

“In carcere – ha continuato Stefani – subito si sparse subito la voce che Rossi era un avvocato e spesso veniva fermato nei corridoi dagli altri carcerati che gli volevano esporre la loro situazione.  Lui era completamente spaesato, ricordo quanto cambiò in quel mese in carcere. Un’esperienza drammatica. Preceduta da un episodio ancora più spiacevole. Il giorno in cui ci fu l’arresto fu portato dal piano interrato del tribunale di Firenze all’ottavo piano sempre in manette, con due secondini, lo fecero passare in mezzo a tutti i suoi colleghi avvocati. Fu veramente una cosa terribile. Lui angosciato e in lacrime”.

Una vita rovinata

Una vicenda da cui lo stesso Rossi, anche se adesso assolto da ogni accusa, non riuscirà più a riprendersi.

“Sono curioso – ha commentato il suo avvocato – di leggere le motivazioni alla sentenza tra novanta giorni, perché più volte in aula io ho mostrato come queste indagini siano state fatte male e quali incongruenze e punti interrogativi rimangono. Come per esempio il fatto stesso che quella chiavetta fu sequestrata nel novembre del 2011 ma solo a maggio si seppe cosa, secondo le indagini, vi si trovava all’interno. Del materiale mai periziato, molti errori procedurali. Una situazione difficile anche da spiegare, ma che in pratica ha distrutto la vita del mio assistito”.

Perché la vita di Leonardo Rossi praticamente è stata cancellata, nonostante, otto anni dopo, sia stato riconosciuto completamente innocente.

“Per lui è la fine di un grande incubo – ha confermato l’avvocato Stefani – ma dal punto di vista professionale gli hanno distrutto la vita e comunque continuerà a venire additato come personaggio ambiguo nonostante ci sia una sentenza di totale assoluzione perché purtroppo una volta accusato nella mente delle persone il dubbio rimane”.

Un professionista incensurato che ogni anno fatturava centinaia di migliaia di euro si è visto fin da subito revocare il mandato da tutti i suoi clienti.

“Da dieci collaboratori che aveva ovviamente adesso non ha più nessuno, ha messo in vendita lo studio. L’ordine degli avvocati ha congelato la decisione sulla sua radiazione fino all’appello”.

Perché in primo grado l’avvocato Rossi fu condannato a otto mesi con rito abbreviato. Dopo il primo mese di carcere fu messo agli arresti domiciliari in casa della mamma anziana. Anni e anni drammatici, con una vita professionale completamente cancellata. Almeno adesso il sospiro di sollievo con la piena assoluzione in appello, che ribalta completamente la sentenza in primo grado.

“Chiederemo i danni per l’ingiusta detenzione”

ha concluso l’avvocato di Leonardo Rossi. Ma lui ormai non riprenderà più il lavoro che aveva svolto per tutta la vita con passione e impegno fino all’accusa che lo ha colpito all’improvviso e da cui è stato completamente prosciolto per non avere mai commesso una cosa tanto grave quanto infamante.

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