Prosegue la forte discussione all’interno del Partito Democratico fra la dirigenza ed il sindaco Giacomo Mangoni in vista delle prossime primarie in programma ad Agliana a febbraio: volano sempre di più gli stracci.

Mangoni-Pd: un altro documento della discordia

Ad Agliana il pomo della discordia continua ad andare avanti: l’argomento è la politica e la rielezione del sindaco durante la prossima primavera. Ecco cosa è successo secondo la versione fatta dal sindaco Giacomo Mangoni.

Ieri all’interno dell’assemblea del Partito Democratico ho presentato un documento in cui ripercorrevo tutti i fatti che sono occorsi in questi ultimi mesi, chiedendo semplicemente di discuterli. Alla fine del documento c’era un’ impegnativa che ribadiva quanto espresso nel nostro programma elettorale, ed una impegnativa a futura garanzia di un piano strutturale su cui negli ultimi mesi si sono adombrati vari sospetti di interferenze esterne. Ovviamente il documento poteva essere accettato, emendato o respinto.

Con mia grande sorpresa, e penso che rappresenti la prima volta nella storia del PD di Agliana, o perlomeno da quando lo frequento io negli ultimi 5 anni e mezzo, si é votato per non discutere il documento. Non per approvarlo, per bocciarlo o emendarlo, ma per non fare la discussione.

Tenete presente che in questi anni ho visto discussioni accalorate durate molto tempo sul fatto che alla festa dell’Unità fosse piu’ opportuno servire il salame o la finocchiona, o se i cestini dovessero essere di colore blu o giallo.

E in questo caso si è negato ad un Sindaco, primo cittadino di Agliana, ed iscritto del Partito Democratico di parlare di temi di rilevanza politica assoluta per la nostra collettività. Per la prima volta in vita mia sono uscito in segno di protesta rispetto all’atteggiamento antidemocratico assunto.

Avevo chiesto coraggio e la risposta é stata omertà assoluta. Ma davvero i poteri forti sono cosi’ forti, che nemmeno si possono citare pubblicamente? Qualcuno ovviamente pensa di si. Io penso di no.
Io lo faccio, e lo faro’ finché avro’ fiato in gola.

Mi ricordo che nella Russia di Stalin, dopo il processo sommario, ed il pubblico ludibrio, l’ultimo passo che aspettava il povero sospettato di lesa maestà era la Siberia. Io in valigia ho già messo i maglioni piu’ pesanti che ho, ma finché avro’ forza in corpo e sangue nelle vene continuero’ a lottare.

Grazie per il vostro sostegno!

Lo faccio per voi, lo faccio per Agliana.