La voce gira da anni, ma ora sembra proprio che siamo in dirittura d’arrivo. Nell’ex sede della Fiat Lastraioli, all’ingresso del paese, dovrebbe nascere un bazar di abbigliamento gestito da imprenditori cinesi. Ancora non si sanno i dettagli, ma quel che è certo è che in Comune ci sono i documenti per le concessioni del caso e per l’inizio di attività.. Mere verifiche, quindi, che hanno a che fare dai parcheggi all’idoneità degli ambienti propedeutiche all’insediamento di un superstore dell’abbigliamento alle porte del paese. Ad anticiparlo qualche giorno fa è stato il settimanale Chiantisette.

La notizia non viene smentita dal proprietario Maurizio Lastraioli. «Non vedo cosa ci sia di male – ha detto – Gli imprenditori orientali stanno arrivando dappertutto. Non vedo perché non dovrebbero farlo anche a San Casciano». E per ora si chiude dietro un no comment.

Ma i malumori, intanto, in paese sono tanti.

«Il biglietto da visita di San Casciano, e del Chianti più in generale, adesso sarà un bazar cinese. Un superstore dove non si sa cosa faranno». Sono i commenti dei più. La paura è che un luogo come San Casciano, rimasto negli anni intatto, vicino sì alla città, ma sempre un paese con tutte le caratteristiche delle campagne fiorentine, adesso perda la propria identità. Che a un passo dalle macellerie storiche, panetterie e botteghe di sempre quel bazar di abbigliamento stona un po’. E le opinioni si sprecano. Ma l’attività degli imprenditori orientali non sarebbe l’unica in paese visto che ci sono già un market in via XXVII Luglio e anche un ristorante. Insomma, il paese alle porte del Chianti fa gola anche all’imprenditoria orientale che qui vorrebbe investirci. Ma non la pensano così i sancascianesi. Che liquidano il tutto con un «chissà cosa ci faranno». Il timore, anche se viene detto sottovoce, è che anche qui da noi diventi una piccola Prato e che si sposti qui anche parte del sommerso che riguarda la città laniera. O ancora che vengano improvvisati ditte o locali abusivi.
«Pensi a uno che viene a San Casciano perché si immagina di vedere all’ingresso della porta del paese un negozio con roba made in Chianti o che si aspetta di trovare qui prodotti tipici: olio, vino e le colline. Invece si troverà un superstore che, anziché pensare di essere entrato alle porte del Chianti, crederà di aver sbagliato Paese». E tenere incontaminati questi luoghi non è certo facile. E c’è chi parlava anche di vendita dell’ex sede della Fiat. «Non ho venduto assolutamente niente – ha assicurato il proprietario – Non ho mai trattato per vendere. Sono locali in affitto. Devo aspettare il Comune e non voglio rilasciare assolutamente dichiarazioni. Non posso dire assolutamente nulla. Può darsi che i cinesi vengano anche a San Casciano. Stanno andando in tutto il mondo e sinceramente non penso che San Casciano si possa salvare da un mondo che è in evoluzione».