Celebrazioni del 4 novembre: Montemurlo ricorda la Prima Guerra Mondiale. Lorenzini: «La nostra pace merito di un’Europa unita e coesa».

Celebrazioni del 4 novembre: Montemurlo ricorda la Prima Guerra Mondiale

« In questo giorno, dedicato alla memoria dei soldati morti durante la Prima Guerra Mondiale, non posso fare a meno di pensare quanto sia stata fortunata la mia generazione che non ha conosciuto guerre, che non ha conosciuto la povertà, la fame e la disperazione dei conflitti armati ma solo una lunga pace che dura da oltre 72 anni. Il merito di tutto ciò si chiama Europa». Queste le parole del sindaco del Comune di Montemurlo, Mauro Lorenzini, che questa mattina, al monumento ai caduti di piazza Donatori di sangue, ha celebrato il 4 novembre, festa delle Forze Armate e dell’Unità italiana. Alla cerimonia erano presenti le associazioni del territorio e d’arma.

Oggi, 4 novembre ma di cento anni fa, veniva dato l’annuncio della fine della Prima Guerra Mondiale e a Villa Giusti a Padova l’Italia firmava l’armistizio con l’Impero austro-ungarico. Un anniversario importante che ieri sera, 3 novembre, è stato ricordato con un grande concerto nell’auditorium della ditta Manteco di Oste, promosso dal Comune di Montemurlo, dall’istituto comprensivo “Margherita Hack”, dall’associazione Prato- Wangen e la Corale San Francesco. Durante la celebrazione, fatta insieme agli amici tedeschi- coloro che cento anni fa erano nostri nemici- gli studenti della scuola media “Salvemini – La Pira” di Montemurlo hanno letto alcune lettere tratte dai diari di due giovani soldati della prima Guerra mondiale ma di fronti diversi, un austriaco e un italiano. Ciò che emerge, dalle parole scritte in tedesco e in italiano, è l’identica disperazione di fronte ad un conflitto devastante. A questo proposito il sindaco Lorenzini ha letto un brano tratto dal diario di Dante Guarducci, un diciottenne pratese che nel 1915 venne arruolato e mandato al fronte:« Infiliamo in un camminamento mai percorso da me e ovunque le tracce, purtroppo indelebili, di questa maledetta Guerra. Gira e rigira finisco per non raccapezzarmi più: dove volgiamo lo sguardo sono morti, son tombe di miseri compagni miei, sparsi in ogni dove e privi anche di segni convenzionali onde un giorno poterne rinvenire le tracce».In tre anni e mezzo di guerra morirono 650.000 italiani e un milione e mezzo furono i feriti e i mutilati. «Celebrare il 4 novembre, quindi, è per tutti noi un dovere prima di tutto della Memoria. Significa rendere omaggio a questa generazione spezzata, al loro sacrificio», ha continuato il sindaco che ha poi fatto riferimento all’Europa:« che, sicuramente per alcuni aspetti andrà riformata, ma alla quale va riconosciuto il merito di aver garantito la pace tra quei popoli che per secoli erano stati contrapposti e nemici. Probabilmente oggi un’ Europa forte e coesa fa paura a molti nel mondo, ma spetta a noi difendere questo baluardo di pace che ci è costato milioni di morti».