Doppio arresto da parte della Polizia di Stato in zona San Biagio domenica 28 aprile dopo la chiamata di un italiano che era in cerca di sesso. Finiscono in manette, per minacce e rapina, un ventenne italiano ed un 25enne colombiano che gli avevano portato via 600 euro minacciandolo con coltello e pistola.

Domenica sera agitata in cerca di sesso

La Polizia di Stato, nella serata di domenica 28 aprile, ha tratto in arresto un 25enne cittadino colombiano ed un ventenne italiano resisi responsabile in concorso di rapina a mano armata.

In particolare a seguito segnalazione sulla linea di emergenza personale delle volanti della Questura di Pistoia si portava in zona San Biagio in quanto un cittadino italiano segnalava di aver subito, poco prima, all’interno di un appartamento, una rapina effettuata da parte di due individui armati di un coltello da cucina e una pistola.

Giunti sul posto gli operatori accertavano che il denunciante era andato in cerca di sesso tramite un contatto telefonico ma giunto in casa, dopo aver discusso circa l’importo della prestazione decideva di andar via non avendo raggiunto l’accordo sul prezzo.

Minacce per soldi ma spuntano un coltello e una pistola

Il colombiano, però, pretendeva comunque la cifra per il disturbo anche se la prestazione sessuale non era stata consumata. Vista l’insistenza il denunciante, intuendo che la situazione stava degenerando, dava una banconota da 50 euro, decidendo di andar via, ma il colombiano, pretendendo altri soldi, minacciava il cliente con un coltello.

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Inoltre, da un’altra stanza dell’appartamento, sarebbe uscito l’altro arrestato con in mano una pistola pretendendo tutti i soldi in possesso della vittima, la quale pertanto, terrorizzata consegnava circa 600 euro, custoditi all’interno del portafoglio. Dopo di che i due lo lasciavano andare spingendolo fuori.

L’immediato intervento degli agenti consentiva un’esatta ricostruzione dei fatti, l’individuazione di chiari, precisi ed univoci riscontri che consentivano di trarre in arresto i due soggetti, i quali su disposizione del pubblico ministero di turno, Claudio Curreli della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Pistoia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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