Distributore di benzina irregolare. Continuano i controlli nei confronti dei distributori stradali di carburanti dislocati sull’intera provincia.

Distributore di benzina irregolare: continuano i controlli

Oltre a quello di verificare il rispetto della normativa fiscale, le attività ispettive della Guardia di Finanza puntano in primis, a tutelare il consumatore da rischi di frodi sulla qualità dei prodotti commercializzati e sulla quantità dell’erogato. Per tali finalità vengono eseguite misurazioni volumetriche a scandaglio e prelevati campioni di prodotti sottoposti ad analisi di laboratorio. Un ulteriore compito demandato alla Guardia di Finanza riguarda la normativa sulla disciplina dei prezzi applicati alla colonninaLa normativa vigente richiede: l’obbligo di indicare il prezzo praticato sui tabelloni posizionati all’interno degli spazi dell’area di rifornimento che deve essere ben visibile al consumatore; l’obbligo di corrispondenza tra il prezzo indicato sui tabelloni rispetto a quello delle colonnine; l’obbligo di  comunicare al Ministero dello Sviluppo Economicoi prezzi praticati per tutte le tipologie di carburanti (benzina, gasolio, gpl e metano) e per tutte le forme di vendita (con priorità per la modalità self service, se attiva durante l’intero orario di apertura), ai fini della loro pubblicazione sul sito ministeriale.

Trasparenza dei mercati e tutela della libera concorrenza

Questa attività di monitoraggio ed informazione al consumatore, obbligatoria dal 2013 per tutti i distributori stradali, è finalizzata alla valorizzazione della trasparenza nei mercati per la tutela della libera concorrenza, e, in particolare, per le peculiarità del mercato dei carburanti, costituisce un importante contributo alla politica di tutela dei consumatori. La normativa consente di riportare sui cartelli visibili dalla strada praticato più conveniente all’interno della stazione di servizio, solitamente il prezzo “self service”. Un meccanismo che può disorientare l’automobilista “distratto” che si trova  ad effettuare il rifornimento nel “fai da te ” o nel “servito”, pagando il carburante con un prezzo diverso da quello esposto, pensando di essere stato truffato. Tra i vari distributori controllati è stato individuato uno non in regola nella Val d’Elsa, che aveva omessola comunicazione al Mi.S.E.. Tale informazione doveva essere fatta settimanalmente o, nei casi di aumenti, anche a cadenza infrasettimanale, mentre il gestore inadempiente da diverso tempo non provvedeva a tale adempimento omettendo di comunicare al Garante per la sorveglianza dei prezzi le variazioni sul prezzo praticato dei singoli carburanti. 

Le sanzioni spettano ai comuni di competenza

Le comunicazioni dei prezzi praticati vengono inserite nel portale internet del Ministero e consentono agli utenti di consultare, in tempo reale, il costo alla colonnina dei diversi carburanti dei distributori stradali di tutta Italia. Le sanzioni comminate per l’omessa comunicazione vanno da un minimo di 500 euro ad un massimo di 3.000 euro, spetta ai Comuni la competenza per l’irrogazione della sanzione. Le attività ispettive rientrano nell’ambito della ordinaria azione di controllo economico del territorio attuata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Siena per l’intera provincia ed intensificata durante il periodo estivo.

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