Avevano rubato le loro foto dai social network postandole su un sito hard. Ora gli autori hanno un nome: tre uomini di Firenze, provincia di Forenze e Prato, tra i 25 e i 40 anni, sono finiti nel registro degli indagati. Dovranno rispondere di violazione della privacy. Un gioco perverso che ha fatto sì che le foto (innocenti) finissero su un sito pornografico. Qui i commenti, anche dei più beceri, si sprecavano. Secondo le prime indiscrezioni, uno degli indagati confezionava le foto direttamente dal pc dell’ufficio. Sotto la lente d’ingrandimento, infatti, sono finiti i computer dei tre indiziati. La Polizia postale ha già acquisito il materiale necessario. Indagini che sono partite da subito e che avevano portato ad un id che aveva più volte postato sul sito. A occuparsi del caso alla Procura di Firenze il pm Ester Nocera.

La denuncia un mese fa

Il caso è esploso un mese fa, quando una ragazza ha saputo che una sua foto era finita su quel sito e ha lsanciato l’allarme, cercando di avvisare tutte le persone che conosceva. E così moltissime le giovani residenti nel Chianti e nella Valdelsa si sono ritrovate coinvolte nella perversione degli utenti della rete. San Casciano, Greve, Tavarnelle, alcune della Valdelsa fino a Calenzano, Poggio a Caiano e Prato.

Immagini normali

Le loro immagini, tra l’altro normali, al mare, durante una partita di pallavolo, in un selfie con le amiche, sono finite sul web. Un centinaio le denunce presentate. Il sito, adesso chiuso dalla Polizia postale, era organizzato in vere stanze virtuali dove gli utenti, oltre a incoraggiarsi tra di loro per trovare altre ragazze, si masturbano fino a spingersi a chiedere dove poter trovare le giovani. Commenti sboccati alla vista dei piedi o di un semplice selfie. Menti perverse. Ecco che c’era chi annunciava di trovarsi nelle zone di Pistoia e chiedeva agli altri utenti se in quell’area ci fossero delle ragazze. Dall’altra parte ci sono le vittime, la cui unica colpa è quella di aver postato delle foto su Facebook. Come detto, a fare la differenza in questa storia sono state proprio le ragazze. E adesso sono loro a chiedere giustizia come ci avevano detto alcune delle vittime che in questa brutta storia ci avevano messo la faccia. Una di queste era stata Giulia Calamandrei di 24 anni di San Casciano. «Siamo veramente finiti male, non c’è più rispetto per niente – ci aveva dichiarato in quella occasione, augurandosi che la giustizia facesse presto il proprio corso – Tutti siamo consapevoli delle cose che mettiamo su Facebook e siamo consapevoli che vengono viste da tutti, ma usarle per questi scopi è brutto e volgare. I commenti che ci sono sotto sono pesanti. Ho visto addirittura che chiedono se ci sono video in giro. Una cosa bruttissima e che mi spaventa abbastanza. Non ci sono regole, però dovremmo averle moralmente e cose così nel 2018 sono davvero da abolire, non dovrebbero esistere».