La Regione Toscana ha approvato per la prima volta un Piano regionale di contrasto alla povertà, che prevede un programma triennale volto a ridurre le cause dell’impoverimento e a sostenere le persone nel percorso di uscita dalle condizioni di marginalità ed esclusione sociale, e mette a disposizione oltre 120 milioni, tra risorse regionali, statali e comunitarie, con l’obiettivo di promuovere un sistema regionale integrato finalizzato all’inclusione sociale. Questo l’obiettivo del Tavolo regionale della Rete per l’inclusione e la protezione sociale. La lotta alla povertà passa anche dall’istituzione del tavolo, ha affermato l’assessore al Diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitari Stefania Saccardi, e dalla firma di questo protocollo per coordinare il lavoro di tutti i soggetti che a vario titolo lavorano per contrastare povertà ed esclusione sociale, con una cabina di regia regionale.

Ass. Saccardi “Il reddito di cittadinanza prende in considerazione solo indicatori economici, restano fuori 17 mila toscani”

 

Istituito in Toscana il Tavolo regionale della Rete della protezione e dell’inclusione sociale, articolazione regionale dell’Alleanza contro la povertà nazionale, con l’obiettivo di condividere programmi, azioni e attività di contrasto del rischio di povertà ed esclusione sociale. Ne fanno parte una quantità di soggetti, che stamani nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta, hanno firmato un protocollo: Regione, Anci Toscana, Società della Salute, Conferenze dei sindaci, Zone distretto, organizzazioni sindacali, Tavolo regionale Alleanza contro la povertà, Caritas. Subito dopo aver siglato il protocollo, alcuni dei firmatari ne hanno illustrato il contenuto ai giornalisti: l’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi per la Regione, il sindaco di Prato Matteo Biffoni per l’Anci, il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, il portavoce di Alleanza contro la povertà Giacomo Martelli, per la Cgil Giuliana Mesina, il presidente della Società della Salute Senese Giuseppe Gugliotti. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha costituito la Rete della protezione e dell’inclusione sociale, organismo di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali, tra le cui competenze rientra l’elaborazione del Piano nazionale di contrasto alla povertà. La Rete nazionale si articola in tavoli regionali, con l’obiettivo di riprodurre a livello territoriale i compiti della Rete nazionale, svolgendo quindi funzioni di programmazione, indirizzo, monitoraggio, valutazione degli interventi. Uno degli obiettivi del Piano regionale di contrasto alla povertà approvato nel settembre 2018 è quello di promuovere l’attivazione e il rafforzamento delle reti e delle risorse territoriali. Il Piano prevede di avviare le attività del Tavolo regionale della Rete della protezione e dell’inclusione sociale come organismo di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali, e come sede istituzionale stabile di raccordo tra Regione, Comuni, organismi pubblici, Terzo settore, parti sociali, che a vario titolo si adoperano per contrastare il rischio di povertà e di esclusione sociale. Principale finalità del Tavolo è quella di condividere programmi, azioni e attività. Il protocollo siglato stamani, che istituisce il Tavolo, ha validità triennale. “La Toscana, comunque toccata dalle ripercussioni della crisi economica e dalla conseguente crescita delle disuguaglianze – osserva l’assessore Stefania Saccardi – ha saputo resistere, mettendo in campo importanti innovazioni sociali affinché i servizi, le opportunità d’inclusione, di riscatto, possano essere accessibili, per rendere migliore il territorio e le comunità che lo popolano. I valori toscani sulla povertà, sia assoluta che relativa, sono inferiori, e quindi migliori, rispetto alla media nazionale. Ma il quadro fornito dall’Osservatorio sociale regionale nell’ultimo su o lavoro ci fa intravedere la crescita di fenomeni di marginalità e povertà che, seppur con numeri meno elevati, investono anche i nostri territori, ponendoci di fronte a sfide sempre più complesse. Il Tavolo che viene istituito stamani con la firma di questo protocollo vuole coordinare il lavoro di tutti i soggetti che a vario titolo lavorano per contrastare povertà ed esclusione sociale, con una cabina di regìa regionale”. “Questo Tavolo è un ulteriore passo in avanti nella lotta contro la povertà – ha detto Matteo Biffoni – In questo modo si mettono a sistema tante progettualità. Il Reddito di inclusione ha dato risposte che hanno permesso di aiutare una fetta importante di cittadinanza. Grazie alla Regione, per il lavoro che ha fatto di costruzione di questo protocollo, una strategia complessiva e diffusa. Le risorse sono quelle che sono, ed è bella l’idea che questo percorso venga condiviso e sostenuto dalle risorse regionali. Se vogliamo mantenere una situazione sociale sotto controllo, ci deve essere una strategia comune condivisa e molto ampia. Come Comuni siamo in prima linea, la sfida è condivisa e da oggi siamo più forti per affrontarla”. “I Comuni hanno il controllo del territorio – ha osservato Alessandro Tambellini – e devono essere il riferimento ultimo per far fronte alle situazioni più complesse. La possibilità di integrarci reciprocamente è il punto di forza di questo protocollo, per dare risposta alle grosse emergenze che oggi esistono”. “L’Alleanza contro la povertà nasce nel 2013 e propone il REIS (Reddito di inclusione sociale) – fa sapere Giacomo Martelli – Il Tavolo regionale nasce un po’ dopo e riunisce oltre 20 soggetti, con un’articolazione diffusa. Molte di queste associazioni sono terminali di raccolta del bisogno”. “Voglio sottolineare il valore della nostra presenza a questo tavolo – ha dichiarato Giuliana Mesina – Come sindacato siamo stati tra i fondatori dell’Alleanza e attori della lotta contro la povertà. La sinergia, il lavoro di rete sul territorio sono fondamentali per valorizzare lo stato sociale. Questo lo si può fare solo insieme, in rete. Le dimensioni della povertà sono molteplici, non c’è solo quella data dalla mancanza di lavoro”. “Questa è una giornata importante, un passaggio in avanti ulteriore – ha commentato Giuseppe Gugliotti – Voglio sottolineare il valore culturale della rete, del percorso fatto con il REI. Del Reddito di cittadinanza, ci preoccupa il fatto che questo valore non venga colto. La povertà è un fatto esistenziale determinato da diversi fattori, che vanno presi in carico tutti. Con il Reddito di cittadinanza si rischia di perdere questo valore culturale. La povertà è spesso assenza di relazioni, nasce da una marginalità legata alle dipendenze, da una situazione sanitaria difficile. Il Reddito di cittadinanza è una misura di esclusiva erogazione monetaria”. Il 3,8% delle famiglie toscane sono in povertà assoluta (media Italia 7,3%): circa 62.000 famiglie e 143.000 individui, numeri raddoppiati rispetto al 2008, ma che nel confronto nazionale mettono in rilievo una buona capacità di resilienza rispetto alla crisi economica in corso. La povertà è aumentata soprattutto per le famiglie con componenti in età da lavoro e con figli, mentre sembra aver risparmiato le famiglie con capofamiglia in pensione. Le tipologie familiari più colpite sono le numerose, le monogenitore, quelle con capofamiglia under 35, straniero o con titolo di studio basso. L’incidenza è massima in caso di disoccupazione ma nel 43% delle famiglie povere il capofamiglia lavora, a significare che l’assenza di lavoro non è l’unica faccia della povertà da considerare. “Le stime Irpet – ha spiegato l’assessore Saccardi – ci dicono che con il Reddito di cittadinanza si copriranno 45.000 famiglie toscane. Secondo i dati del nostro Osservatorio sociale in Toscana le famiglie in povertà assoluta sono 62.000, quindi ne restano fuori 17.000. Questo perché il reddito di cittadinanza prende in considerazione solo indicatori economici, mentre sono tanti i fattori che contribuiscono a creare e alimentare una situazione di povertà”. Una sfida che la Toscana ha colto è quella di una strategia regionale complessiva: all’acuirsi di situazioni di disagio economico e di esclusione sociale la Regione Toscana ha risposto approvando per la prima volta un Piano regionale di contrasto alla povertà, che prevede un programma triennale volto a ridurre le cause dell’impoverimento e a sostenere le persone nel percorso di uscita dalle condizioni di marginalità ed esclusione sociale, e mette a disposizione oltre 120 milioni, tra risorse regionali, statali e comunitarie, con l’obiettivo di promuovere un sistema regionale integrato finalizzato all’inclusione sociale. La seconda sfida è quella di costruire il più possibile reti costituite da istituzioni e soggetti del Terzo settore: è questo il senso del Tavolo insediato stamani. E l’impostazione è quella di unire al sostegno economico anche la presa in carico delle persone, per sostenerle nel percorso di fuoriuscita dalla povertà: una presa in carico personalizzata, che era iniziata con il REI (Reddito di inclusione), e che nelle intenzioni della Regione deve essere proseguita anche nell’ambito della nuova misura del Reddito di cittadinanza. Il beneficio economico da solo non è sufficiente, così come la dimensione lavorativa non è la sola che può portare la persona ad uscire dalla situazione di povertà. Le somme stanziate per la prima volta dal Fondo nazionale povertà e destinate al finanziamento del rafforzamento dei servizi per l’accesso e la presa in carico del REI ammontano per la Regione Toscana a 11.723.200 euro, già ripartiti tra le Zone distretto. Le quote destinate dal Fondo povertà nazionale per il rafforzamento dei servizi saranno confermate anche per il 2019 e 2020, per garantire in tutta la regione livelli essenziali di prestazioni.