Il caso è chiuso. Per la morte di Sara Scimmi, la 19enne di Castelfiorentino investita da un Tir mentre era distesa in mezzo alla statale 429 alle 3.23 del 9 settembre 2017, c’è un solo imputato. L’autista del Tir, Milko Morelli, 49 anni, residente a Santa Maria a Monte, che non si fermò a soccorrere la giovane. E’ accusato di omicidio stradale.

Fascicolo archiviato

Il gip del Tribunale di Firenze Anna Liguori ha infatti definitivamente archiviato il secondo fascicolo sulla morte della giovane castellana volontaria della Misericordia, quello aperto contro ignoti per omicidio volontario. Una «sentenza» che era nell’aria, visto che lo stesso pubblico ministero Alessandra Falcone aveva chiesto l’archiviazione.

Secondo il giudice, l’ipotesi dell’omicidio volontario appare «inverosimile alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini». Certo, non si può escludere che prima di essere investita dal camion Sara possa essere stata urtata anche da un altro veicolo, che l’avrebbe fatta cadere a terra priva di sensi. Ma due anni fa non furono acquisite le immagini delle telecamere della zona nei minuti antecedenti al passaggio del Tir, oggi ormai irrecuperabili.

Insomma, non sono stati trovati riscontri alle ipotesi sostenute dai famigliari della sfortunata giovane, che comunque non erano campate in aria. Perché molte cose non quadravano e non quadrano ancora.

Le ipotesi

La tesi sostenuta dalla famiglia Scimmi è che Sara non si sia allontanata da sola dalla discoteca «Kaleido» dove aveva trascorso la serata. Forse era in macchina con qualcuno, che potrebbe anche averla scaraventata giù dalla vettura. E poi ci sono le dichiarazioni contraddittorie di chi era con lei quella sera e resta il mistero di dove siano finiti i suoi effetti personali, come un anello e l’orologio. In questo senso per il gip non ci sono sufficienti elementi per ipotizzare, magari, che la ragazza possa essere rimasta vittima di una rapina, anche perché il suo cellulare era sul luogo dell’incidente.

Il legale della famiglia Scimmi, Carlo Cioni, resta convinto che le indagini non abbiano fatto piena luce su circostanze determinanti per l’accertamento della verità e che permangono punti oscuri e fatti da chiarire. In questo senso l’avvocato punta ad acquisire altri elementi che possano portare alla riapertura delle indagini. Nella speranza che, finalmente, qualche testimone si faccia avanti.

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Il sindaco

Sulla questione, molto cara ai castellani, è intervenuto anche via Facebook il sindaco Alessio Falorni. «Il gip ha rigettato l’ipotesi di omicidio volontario per Sara – ha scritto il primo cittadino – “Inverosimile”, si legge nella sentenza. Ma poi, se si legge più nel dettaglio, si vede che c’è scritto chiaramente che non si può escludere che Sara sia stata colpita prima da un’altra macchina. E che, purtroppo, è un’ipotesi che non si può verificare perché le immagini prese dalle telecamere riguardavano solo la ricerca del camionista, e quindi si concentrano in un arco di tempo limitato. Ditemi voi come, in queste condizioni, si possa sperare che la famiglia Scimmi trovi un po’ di pace al suo dolore. Il nostro rispetto, dovuto, va sempre al lavoro di inquirenti e giudici. Non è un lavoro facile. Ma il nostro cuore in questo momento è con Antonio, Clementina e Giulia. Possiamo essere certi che sono loro, in questo momento, che affrontano la prova più difficile. Ci stringiamo con affetto al loro fianco».

«Mia sorella teletrasportata?»

«Non solo il gip ha sottolineato un altro possibile urto ma anche il modo in cui sono state svolte le indagini e questo riguarda tutti i cittadini – ha commentato un’arrabbiata Giulia Scimmi, sorella di Sara – Quando paghiamo le tasse (se vogliamo ridurre tutto a livello economico) e una ragazza di 19 anni viene ammazzata, sarebbe opportuno che chi conduce le indagini faccia qualsiasi cosa per arrivare alla verità. E il gip scrive, cito testualmente, “l’indagine ha subito gravi carenze”. Per adesso mi fermo qui, in altre sedi saranno valutate ogni altra personale responsabilità». E, ancora: «Per gli inquirenti è inverosimile la nostra ipotesi, invece la loro è che mia sorella sia stata teletrasportata sul luogo dell’incidente, dove gli oggetti scompaiono e la borsa è intatta su una piazzola. Questa ipotesi sì che è verosimile…».