Condanna ad un anno e quattro mesi per l’uomo che, a fine dicembre, si era impossessato di vari rosari all’interno della basilica della Fontenuova di piazza Giusti a Monsummano Terme: adesso è stato condotto in carcere per scontare la pena. Questa la storia, con l’intervista al parroco don Giancarlo, pubblicata al momento dei fatti dal GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE.

Monsummano Terme, la storia dei furti di rosario

L.F., pluripregiudicato 51enne del luogo, nel dicembre scorso si era introdotto nella canonica del santuario della basilica della Fontenuova di piazza Giusti e dopo avere forzato una bacheca, si era ‘impossessato di vari rosari, bracciali ed altri oggetti votivi prima di essere sorpreso da una religiosa che lo aveva costretto alla fuga a piedi. Era stato subito dopo trovato all’interno di un bar di via dell’Unità dai militari della locale stazione, mentre tentava di disfarsi della refurtiva ed arrestato in flagranza. A fine febbraio è stato condannato dal Tribunale di Pistoia ad un anno e quattro mesi di reclusione e, ieri pomeriggio, in esecuzione del relativo ordine di carcerazione, è stato trasferito al carcere di Pistoia ove sconterà la pena.

I furti in chiesa a Monsummano: la storia del 21 dicembre

Rubare in chiesa è probabilmente uno degli atti più deprecabili che si possano compiere: entrare nella casa del Signore, rubare soldi destinati ai più deboli oppure profanare oggetti che hanno enorme significato per i fedeli. Atti doppiamente condannabili. Tutto questo non ha impedito ad un uomo di 50 anni di entrare nella canonica del “Santuario della Fonte Nuova” in Piazza Giusti, forzare una vetrina e portare via alcuni rosari custoditi al suo interno.

Il fatto è accaduto la sera del 21 dicembre. Il ladro è scappato non appena è stato visto da don Giancarlo Di Peppo, preposto della parrocchia, e da una religiosa presente in quel momento.  I Carabinieri, allertati dal parroco, sono intervenuti nel giro di pochi minuti bloccando il ladro di rosari. Sottoposto a perquisizioni, i militari hanno ritrovato la refurtiva, restituita subito al parroco.
L.F., cinquantenne di Monsummano autore del furto, è stato arrestato sul posto e processato per direttissima in Tribunale a Pistoia.
Ma cosa può spingere a rischiare l’arresto per alcuni rosari dallo scarso valore economico? A spiegarlo è proprio don Gianni, che minimizza l’accaduto. «E’ stato un furto di poco conto – racconta – Quella persona è piuttosto conosciuta qui in zona. Vive di espedienti e non era la prima volta che viene in chiesa a prendere qualcosa: quando un giornale lasciato lì, quando qualche oggetto. Altre volte ha chiesto l’elemosina. Questa volta ha scelto di prendere dei rosari perché erano a portata di mano, facili di prendere e portare via, anche se per farlo ha dovuto forzare una vetrinetta. Altre volte abbiamo lasciato correre perché non aveva mai rotto nulla, ma stavolta abbiamo contattato i Carabinieri».

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Il cinquantenne ha rubato i rosari per rivenderli a qualche euro ai passanti nei dintorni della chiesa. «Conosco quella persona: è un tipo un po’ scombinato, non so quanto abbia il lume della ragione. Rubare i rosari è stato qualcosa di sbagliato che comunque non ci aspettavamo. Sono sorpreso dal clamore che ha avuto questa vicenda – sostiene il parroco –. Purtroppo i furti in chiesa accadono, come già altre volte sono stati rubati i soldi delle offerte, però mai dalla persona fermata per i rosari. Bisognerebbe rieducare quest’uomo, fargli capire che è sbagliato quanto ha fatto. Quando mi capiterà davanti cercherò di farlo, di spiegarglielo faccia a faccia».

Un confronto che si annuncia non facile. «Quest’uomo – conclude il parroco – ha un temperamento scontroso e nervoso. Non sarà facile farlo ragionare».