Il consigliere del PD Marco Niccolai chiede attraverso un’interrogazione alla Giunta Regionale, il grado di coinvolgimento della struttura organizzativa di Pneumologia all’interno della sorveglianza sanitaria per gli ex esposti amianto. Sono stati 5600 i lavoratori in Toscana esposti ad amianto, di cui larga parte nel territorio dell’Asl Toscana Centro, in particolare a Pistoia e comuni limitrofi.

Niccolai: “E’ importante andare avanti su questa strada insieme a tutte le associazioni del territorio”

 

Un coinvolgimento della pneumologia all’interno della sorveglianza sanitaria per gli ex esposti amianto. Questo è ciò che chiede il consigliere regionale del Partito Democratico Marco Niccolai attraverso un’interrogazione alla Giunta Regionale. Fino all’emergere della piena consapevolezza dei rischi che tale materiale comporta e all’attuazione della legge (la 257 del 1992) che lo ha messo al bando, 5600 sono stati i lavoratori in Toscana esposti ad amianto, di cui larga parte nel territorio dell’Asl Toscana Centro, in particolare a Pistoia e comuni limitrofi, di cui 1217 provenienti dall’azienda Breda e 77 dalla Santa Lucia, tutti coinvolti nel progetto di sorveglianza sanitaria della Regione. Proprio per la diffusione dell’amianto e per la sua pericolosità accertata, il sistema di sorveglianza sanitaria si pone l’obiettivo, a livello regionale, della presa in carico degli ex esposti con le relative prestazioni sanitarie a carico del sistema sanitario regionale. Il sistema di sorveglianza riguarda ex esposti tra i 30 e i 79 anni per i 30 anni successivi alla cessazione della lavorazione a rischio di esposizione amianto. “Vorrei sapere quale sia al momento il grado di coinvolgimento della struttura organizzativa di Pneumologia all’interno della sorveglianza sanitaria per gli ex esposti amianto –chiede Niccolai- in particolare per il territorio dell’Asl Toscana Centro e se è prevista una intensificazione di tali prestazioni. Chiedo di sapere poi quale sia il livello dei risultati raggiunti in questi primi due anni dall’avvio del percorso di sorveglianza sanitaria sui casi in oggetto”. Ricordiamo inoltre che la Toscana è stata la prima regione ad introdurre questo tipo di controllo, conclude il consigliere Pd. “Proprio per questo è importante andare avanti su questa strada insieme a tutte le associazioni del territorio”.