E’ un po’ che non tornava d’attualità il Ponte Morandi di Genova. Ce ne siamo tutti “dimenticati”, col tempo, che ha inevitabilmente ampliato la distanza, soprattutto emotiva, da quella immane tragedia verificatasi il 14 agosto del 2018. Della vicenda si era occupato anche BISENZIOSETTE, raccogliendo la testimonianza di un campigiano scampato alla tragedia (Giovane campigiano salvo per una colazione al bar)

Ora il viadotto Polcevera è di nuovo salito agli onori delle cronache perché, a proposito della sua ricostruzione, è successo quello che tutti temevano e che ci auguravamo non sarebbe mai dovuto succedere: l’ombra della Camorra si allunga sulla demolizione.

L’ombra della Camorra sul ponte Morandi

Gli amministratori della ‘Tecnodem srl’ di Napoli, impresa impegnata nella ricostruzione del ponte Morandi,  sono stati, infatti, arrestati dalla Dia nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda di Genova. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti dell’amministratore di fatto e di una donna, considerata prestanome.

Demolizione e ricostruzione a genova

Come racconta il nostro quotidiano online ligure laRiviera.it, in manette sono finiti Consiglia Marigliano, amministratrice e socio unico della Tecnodem e Ferdinando Varlese, pregiudicato di 65 anni di Napoli domiciliato a Rapallo. La società era già stata esclusa dai lavori lo scorso maggio.  L’esecuzione delle misure cautelari sta avvenendo d’intesa con la Dda di Napoli.

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