Profughi: arresti domiciliari alla presidente del consorzio Astir. I commenti dei sindaci dei comuni dove si trovano le strutture di accoglienza gestite dal consorzio Astir.

Profughi: arresti domiciliari alla presidente del consorzio Astir. I commenti

Arresti domiciliari per la presidente del consorzio Astir Loretta Giuntoli e l’interdizione dalla professione per 9 mesi ai due legali rappresentanti della cooperativa Humanitas, Roberto Baldini e il diacono Alberto Pintus, vice direttore della Caritas che si è autosospeso dalla carica.

Tutto questo a seguito delle indagini condotte dalla Digos di Prato. I reati contestati sono frode nelle pubbliche forniture per tutti e tre e per Loretta Giuntoli di Astir anche minacce nei confronti di tre dipendenti del consorzio.

Nessun servizio di pulizia, un pasto al giorno al posto dei tre previsti dalla convezione e altre irregolarità per otto centri di accoglienza straordinaria (Cas) per richiedenti asilo, situati a Prato, Carmignano e Poggio a Caiano.

Le reazioni

Intanto nella serata di ieri per prime sono arrivati le dimissioni di Pintus. In un comunicato stampa rilasciato dalla Diocesi di Prato s legge:

Alberto Pintus si è autosospeso dall’incarico di vice direttore della Caritas diocesana di Prato. La decisione è stata presa a seguito dell’inchiesta della Procura di Prato nell’ambito della gestione dei Centri di accoglienza straordinari gestiti dal Consorzio Astir.
Fino al 29 giugno di quest’anno, giorno in cui è stato nominato vice direttore della Caritas, Pintus ha ricoperto la carica di presidente della cooperativa Humanitas, appartenente al Consorzio Astir. La scelta di autosospendersi dall’attuale incarico è stata presa in attesa che la sua posizione venga chiarita.

Francesco Puggelli (Sindaco di Poggio a Caiano)

“Poggio a Caiano è una città aperta che tutela i diritti umani e per questo ha sempre posto tre condizioni fondamentali in merito all’accoglienza dei richiedenti asilo: rispetto delle regole, integrazione e una sostenibilità numerica e organizzativa che si è sempre tradotta in un numero contenuto di persone accolte. Tra tutti, il primo principio è di certo il più importante: il rispetto della legalità. Su questo non possiamo accettare nessuna zona d’ombra pertanto aspettiamo che sia fatta la massima chiarezza su quanto è successo nei CAS di Poggio”. Queste le parole del sindaco di Poggio a Caiano Francesco Puggelli. “Ricordo a tutti, ma sopratutto alle forze di destra che in queste ore stanno speculando su questa vicenda giudiziaria, che attaccare un Comune o un Sindaco ha davvero poco senso: come ricordato dalla procura, i progetti di accoglienza dei richiedenti asilo fanno capo esclusivamente alla Prefettura – pertanto direttamente al Ministero degli Interni – che tramite appositi accordi e convenzioni con i gestori stabilisce regole, numero degli ospiti ed attività di controllo. I Comuni solitamente hanno un ruolo passivo, anche se – a dirla tutta – l’Amministrazione poggese, che ha favorito progetti di integrazione nati dall’iniziativa diretta del mondo dell’associazionismo e del volontariato locale, è intervenuta diverse volte negli anni scorsi attraverso lettere formali a difesa dei cittadini poggesi che si lamentavano per problemi di convivenza. In tale corrispondenza è stato più volte chiesto all’Ufficio Territoriale del Governo di garantire il rispetto dei principi sopra citati. Per questo motivo, per quanto di competenza dell’Amministrazione comunale, confermo la massima disponibilità e collaborazione alle attività di verifica in corso con la magistratura che sta lavorando per far chiarezza sulla vicenda”.

Edoardo Prestanti (Sindaco di Carmignano)

“Le notizie emerse dall’inchiesta in corso sono estremamente gravi e dolorose, il rispetto delle regole e della legalità sono un punto cardine dell’accoglienza e su questo non possiamo transigere. Quello che serve ora non è la caccia alle streghe, ma la ricerca della verità. Non dimentichiamo che l’intera vicenda tocca soggetti deboli quali i migranti, ma anche molti lavoratori che svolgono con correttezza il proprio lavoro. Poniamo la totale fiducia nell’azione della magistratura e auspichiamo che venga fatta la massima chiarezza su quanto è successo all’interno dei Centri di Accoglienza Straordinaria di Carmignano (Cas) e, se qualcuno ha sbagliato, deve pagare”. Così il sindaco Edoardo Prestanti interviene in merito all’inchiesta della Procura di Prato su alcuni Cas presenti a Prato, Carmignano e Poggio a Caiano.

“La strumentalizzazione politica che qualcuno sta facendo in queste ore in merito a quanto sta accadendo non giova a nessuno, attaccare un Comune o un Sindaco è davvero insensato. Ricordo a tutti che i Centri di Accoglienza Straordinaria, a differenza dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), sono gestiti direttamente dal Ministero degli Interni attraverso le Prefetture locali. I Comuni quindi non sono interpellati direttamente nella gestione degli stessi, ma solo per eventuali opportunità, come progetti e attività socialmente utili, svolte in collaborazione con il mondo dell’associazionismo locale in nome dell’accoglienza diffusa, che va sempre salvaguardata”.

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