Rimane sei giorni in una cella frigorifera dell’obitorio perché i suoi parenti non possono pagare il funerale. La storia drammatica di una famiglia di Campi Bisenzio.

Rimane sei giorni in una cella frigorifera dell’obitorio

Il suo feretro è rimasto per ben sei giorni all’obitorio prima di poter essere tumulato presso il cimitero del capoluogo. Troppo oneroso infatti per la sua famiglia sostenere le spese per il suo funerale. Una vicenda drammatica quella di Pierluigi Miceli, che ha potuto risolversi solo grazie all’interessamento di alcune persone che si sono impegnate per sostenere le spese e permettere all’uomo di avere una sepoltura dignitosa.

«Quanto avvenuto a Pierluigi Miceli è una vicenda penosissima. Se morire con dignità è un diritto, lo è anche avere un funerale, seppur semplice – ha commentato Maria Serena Quercioli, capogruppo di Liberi di Cambiare, che ha seguito la vicenda – I figli di Pierluigi non sapevano dove battere la testa e per sei giorni l’uomo è rimasto in obitorio tanto che, sulla base del racconto degli addetti, non è stato poi possibile vestirlo».

Che fare dunque?

«Oggi sappiamo che si può pagare a rate pure il servizio funebre ma per alcune famiglie può essere uno scoglio insormontabile – ha aggiunto – I figli avevano chiesto aiuto al Comune, ai servizi sociali senza trovare risposte. I giorni passavano e solo grazie all’intervento economico del pievano di Santo Stefano e della Caritas parrocchiale è stato possibile attivare le procedure per il funerale. La vicenda dimostra come il Comune di Campi Bisenzio non sia in grado nel 2019 di gestire un “funerale di povertà”. Alcuni Comuni hanno un fondo destinato ai funerali degli indigenti, altri sono convenzionati con un’impresa disponibile a fornire il servizio a prezzo pattuito e altri ancora chiedono un preventivo a tre imprese e scelgono il meno caro. La cosa sconvolgente è stata, nel caso di Campi, non rispondere a una famiglia conosciuta e lasciare che un uomo restasse “parcheggiato” in obitorio a tempo indeterminato. Una proposta vorrei rivolgerla direttamente alle onoranze funebri che oggi sono imprese a tutti gli effetti e guardano al fatturato. Purtroppo, è finito il tempo della carità, di quando bastava la stretta di mano e gli addetti di Misericordia e Pubblica assistenza erano i volti ai quali rivolgersi a seconda del “colore” che sentivamo vicino. La Misericordia ha un fondo per i funerali degli indigenti ma chiaramente lo utilizza per i propri funerali».

La proposta

Quercioli lancia quindi una proposta: «La mia richiesta, rivolta a tutte le imprese funebri, è creare un fondo annuale per far fronte a queste necessità improvvise. Bastano 2000-3000 euro. La povertà è un fenomeno preoccupante, in crescita e non tutte le persone hanno accesso ai finanziamenti. Da alcuni anni esistono imprese funebri low cost che potrebbero intervenire in tali casi ma serve la collaborazione delle altre imprese poiché a Campi non circola molta informazione in tal senso e in un momento di crisi economica si tende a privilegiare la quantità del lavoro (i funerali fatti ogni anno) a discapito talvolta del “fattore umano” (l’imbarazzo del cliente che non sa come pagare). Il lavoro c’è sicuramente per tutte le imprese ma serve buon senso e capacità di gestire una criticità, pur salvaguardando gli interessi della società. Non ho la competenza per sapere se le imprese funebri nei loro bilanci possono accantonare una somma per questa finalità di tipo “sociale”, altrimenti potrebbero farlo le parrocchie con un “fondo di solidarietà” ricavato da iniziative mirate (cene, lotterie…). Le parrocchie, inoltre, conoscono le situazioni di povertà più eclatanti. Lo potrebbe fare anche il Comune? Certo che sì ma non c’è quella rapidità di azione, quel punto di riferimento chiaro e fra colloqui e carte il funerale verrebbe fatto dopo un mese. Il Comune potrebbe, invece, agevolare le tariffe cimiteriali. La popolazione di Campi cresce e nel momento del bisogno la gente non sa a chi rivolgersi. E un’impresa che eroga un servizio non lo può tenere in “stand by” perché manca la sicurezza del pagamento. Unendo le forze sono convinta che qualcosa si può fare per rendere dignitoso l’ultimo viaggio, evitare l’umiliazione delle famiglie e soprattutto che il triste caso di Pierluigi sia l’ultimo».

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La rabbia di Gandola (Forza Italia)

Sulla triste vicenda di Pierluigi intervenuto anche Paolo Gandola, capogruppo di Forza Italia: un Comune che non è in grado di sostenere i funerali delle persone indigenti non è un Comune che può definirsi civile. E’ possibile che un medio Comune come il nostro non abbia una dotazione finanziaria, sia pur minima, per queste evenienze? E’ inaccettabile. Il regolamento di polizia mortuaria del Comune di Campi, prevede che spetti al Comune, subordinatamente alla richiesta degli interessati, farsi carico del servizio di trasporto e della sepoltura, nonché della fornitura della cassa qualora i familiari o gli eredi versino in condizioni di indigenza o bisogno. Come mai tutto questo nella pratica non si è verificato? Le nuove povertà si rivelano anche nel non avere nemmeno il denaro per il funerale, per questo non possiamo rimanere inermi ed è necessario che il Comune definisca in modo chiaro e preciso le condizioni per l’accesso ai funerali gratuiti nonché il relativo procedimento amministrativo. Ci indigniamo, giustamente, dei tanti, troppi morti dei migranti che decidono di attraversare il mediterraneo e che poi, vi perdono la vita e poi nel nostro Comune lasciamo un feretro in obitorio per oltre sei giorni? È una questione di carità cristiana, ma anche di civiltà laica. Adesso, grazie all’intervento di don Marco, della Caritas e di qualche benefattore speriamo che il caro estinto possa riposare in pace dopo giorni di turbolenza, ma dall’Amministrazione comunale attendiamo risposte puntuali perché situazioni indecenti come queste non accadano mai più a Campi Bisenzio».