Torna a far discutere la triste vicenda del funerale di Pierluigi Miceli su cui adesso è intervenuto il segretario nazionale della Federazione nazionale imprese onoranze funebri.

QUI L’ARTICOLO SULLA TRISTE VICENDA su cui adesso interviene la Federazione nazionale imprese onoranze funebri.

Sei giorni in cella frigorifera: “E’ il Comune che deve pagare”

La storia di Miceli era stata raccontata alcune settimane fa su «Bisenziosette», il feretro dell’uomo era rimasto per ben sei giorni all’obitorio prima di poter essere tumulato presso il cimitero del capoluogo, troppo oneroso infatti per la sua famiglia sostenere le spese per il funerale. Sulla vicenda erano intervenuti i consiglieri comunali Maria Serena Quercioli e Paolo Gandola.

«Apprendendo quanto accaduto nel Comune di Campi Bisenzio in ordine alle vicissitudini del defunto Pierluigi Miceli – ha commentato il segretario nazionale della Federazione nazionale imprese onoranze funebri (Feniof) Alessandro Bosi – mi accodo alle considerazioni del consigliere Gandola ritenendo inaccettabile che un comune non stanzi nelle proprie voci di bilancio dei fondi per far fronte a funerali per indigenti».

L’intervento

In quell’occasione infatti il consigliere di Forza Italia era intervenuto dicendo «E’ inaccettabile. Il regolamento di polizia mortuaria del Comune di Campi, prevede che spetti al Comune, subordinatamente alla richiesta degli interessati, farsi carico del servizio di trasporto e della sepoltura, nonché della fornitura della cassa qualora i familiari o gli eredi versino in condizioni di indigenza o bisogno».

«In realtà – ha aggiunto il segretario della Feniof – secondo il vigente ordinamento giuridico, spetta ai Comuni far fronte a tali evenienze in quanto non si tratta di servizi pubblici bensì di “pubbliche funzioni” che devono essere garantite, al pari della rimozione per incidente o decesso su pubblica via o il seppellimento del defunto in campo comune (tutti obblighi che ogni comune ha ai sensi del Dpr 285/90)».

Il segretario ha replicato poi anche alla proposta della consigliera Quercioli che proponeva «La mia richiesta, rivolta a tutte le imprese funebri, è creare un fondo annuale per far fronte a queste necessità improvvise. Bastano 2000-3000 euro. La povertà è un fenomeno preoccupante, in crescita e non tutte le persone hanno accesso ai finanziamenti. Da alcuni anni esistono imprese funebri low cost che potrebbero intervenire in tali casi ma serve la collaborazione delle altre imprese».

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L’opposizione della Federazione onoranze funebri

Proposta a cui si è però opposto Bosi:

«Inaccettabile la proposta di Quercioli che propone di spostare un obbligo che spetta al Comune alle imprese funebri private, quasi a puntare il dito su queste ultime per una presunta insensibilità, suggerendo di stanziare una cifra annuale per far fronte a tali necessità. Sono funzioni del comune, non delle aziende private né della collettività cittadina. Il Comune ha avuto comportamenti contrari alla vigente normativa se, in caso di comprovata indigenza, non ha saputo gestire il funerale ed il seppellimento del signor Miceli, venendo meno alle proprie pubbliche funzioni per le quali deve sempre esserci adeguata copertura finanziaria».

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