La donna, in seguito a questo esame eseguito a Firenze, non vede più da un occhio

Si sottopone a una coronografia e perde la vista

E’ successo a una settantenne, conosciuta a Quarrata che, a seguito alcuni episodi di aritmie, verificatisi a seguito della scomparsa del marito ha fatto l’esame per verificarne le cause.
Un esame che aveva prenotato a Firenze e che è stato eseguito dal braccio della donna.
«Subito dopo spiega B.G. l’avvocato della vittima – sul braccio è comparso un grosso livido. Questo è stato il primo sintomo ma la cosa più grave è che la mia cliente, la sera, una volta a casa si è accorta che c’era qualcosa alla vista che non andava. Il giorno dopo le cose sono peggiorate e ha perso completamente la vista».
La coronografia è un’indagine diagnostica di tipo invasivo che consente di visualizzare direttamente le arterie coronarie che distribuiscono sangue al muscolo cardiaco. L’esame, eseguito in anestesia locale, non comporta dolore e si svolge grazie all’introduzione di un catetere attraverso un accesso creato o a livello inguinale nell’arteria femorale o a livello del braccio nell’arteria radiale. La durata dell’esame è di circa 30 minuti. La donna, prima di sottoporsi all’esame, come da prassi, ha firmato un consenso informato. «Certo lei ha firmato – prosegue l’avvocato – ma non è stata resa edotta in maniera chiara e comprensibile di un rischio di cecità altrimenti forse avrebbe optato per non fare l’ esame o avrebbe affrontato il tutto con altra consapevolezza. Adesso è limitata nel vivere quotidiano ed è poco autosufficiente: dall’ essere una risorsa per efficienza per la propria famiglia, per i figli ed i nipoti, è divenuta una persona da seguire, accompagnare con ripercussioni anche sul piano emotivo. Oggi non può più guidare. Insomma la qualità della sua vita è cambiata sensibilmente in seguito a questo esame che potrebbe avere avuto conseguenze gravi come la perdita della vista. Forse servirebbe una maggiore informazione, oltre a quella descritta nel consenso che è stato formato. E’ importante conoscere i rischi che un esame può comportare per essere in grado di affrontarlo con un’altra consapevolezza o addirittura di rifiutarsi di farlo. Probabilmente che se la mia cliente avesse compreso che fra le conseguenze che ci poteva essere la cecità ci avrebbe pensato due volte. L’ azienda avrà sicuramente rispettato tutti i protocolli informativi e medici del caso occorre capire come prevenire nei limiti del possibile situazioni come queste o comunque preparare esplicitamente chi si sottopone, specie di una certa età a certe conseguenze laddove ritenute possibili conseguenze».

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