Gli studenti della scuola media “Martin Luther King” di Bottegone sono andati a Roma, ricevuti dall’ambasciatore ucraino in Italia Yevhen Perelygin per portare la propria testimonianza del diario di guerra di Giuseppe Ferri, soldato pistoiese che ha combattuto la campagna di Russia.

Gemellaggio Pistoia-Ucraina

Un “gemellaggio” fra la scuola media “Martin Luther King” del Bottegone (Pistoia) e una scuola ucraina di pari livello: un ponte per aiutare la cultura di pace. Lo ha auspicato Yevhen Perelygin, ambasciatore ucraino in Italia, alle insegnanti della scuola toscana che, con alcuni ex studenti, sono stati ricevuti nella sede dell’Ambasciata, a Roma. Studenti e insegnanti hanno consegnato il libro con la storia di Giuseppe Ferri, soldato pistoiese che fra l’aprile e il dicembre 1942 durante la campagna di Russia, prese parte alla guerra in territori oggi appartenenti alla Repubblica Ucraina.
Territori – ha precisato l’ambasciatore – oggi purtroppo coinvolti in un’altra sanguinosa guerra, di cui in Italia si parla e si sa poco, che contrappone Ucraina e Russia.

“Il fronte attuale con la Russia – ha precisato Perelygin – passa a pochi km dalle città citate da Giuseppe nel suo diario e questo contribuisce a rendere ancora più commovente la lettura”.

La visita a Roma, voluta dall’ambasciata Ucraina, è avvenuta nei giorni scorsi: i sette studenti che nell’anno scolastico 2017/18, frequentando la terza media, hanno lavorato sul diario di Giuseppe Ferri (Asia Angiovini, Matilde Casini, Giulia Innocenti Amidi, Chiara Luka, Daniela Rakita, Daphne Sinatti, Pietro Ballotti) erano accompagnati da tre insegnanti (Francesca Banchini, Giulia Barontini, Francesca Caselli) responsabili del laboratorio pomeridiano di storia durante il quale è maturata l’idea di “trasformare” il diario giornaliero di Giuseppe (scomparso nel 2010) in un libro (“Il cuore batte nel pensiero. Diario della campagna di Russia”, Sarnus editore).

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Presenti alcuni genitori e anche uno dei figli di Giuseppe Ferri, Roberto, a cui l’ambasciatore si è rivolto per avere maggiori informazioni su questo giovane sergente dell’esercito italiano che ogni giorno, per 9 mesi, affidò a un piccolo diario in pelle le impressioni su ciò che vedeva e su ciò che provava: la durezza della guerra, le condizioni dei paesi attraversati, la vita quotidiana delle persone, il gelo, la paura, il dolore per i compagni caduti, la nostalgia per la famiglia.

L’ambasciatore Perelygin, assicurando che una copia del diario sarà da lui inviata all’Archivio nazionale ucraino, si è complimentato con i ragazzi e con la scuola per il lavoro fatto.

“Un lavoro importante – ha detto – per aumentare la conoscenza sulla storia dell’Ucraina e per diffondere speranze di pace”.