C’è un «corvo» che aleggia sul Palazzo municipale di Greve in Chianti. E che punta il dito contro l’Amministrazione comunale e contro la struttura. Una lettera, rigorosamente anonima, è stata spedita al sindaco Paolo Sottani, al comandante dei carabinieri di Figline Incisa Valdarno, alla Procura della Repubblica di Firenze, alla Prefettura di Firenze, al responsabile dell’Ufficio personale dell’Unione del Chianti Fiorentino e ai consiglieri comunali di minoranza.

Tre pagine fitte di accuse, che riguardano il caso del concorso interno per un posto di vigile urbano, già trattato nelle scorse settimane dal nostro giornale. Un caso spinoso, che si presta a diverse interpretazioni.

Il caso

Ci sono due posti vacanti nella Polizia municipale e il Comune decide di coprirne uno attraverso la mobilità interna. Cerca, cioè, tra i propri dipendenti, qualcuno che abbia i titoli e l’interesse per ricoprire quel posto. Si può fare e non è una prassi inusuale. Alla fine spunta un candidato, che è proprio un ex vigile, che era stato però tolto dalla Polizia municipale per questioni disciplinari. E qui la situazione si complica, perché la commissione che dovrebbe valutare il candidato, e quindi dare il via libera all’avvicendamento, salta per ben due volte, con tanto di rinuncia all’incarico del commissario esterno. E qui le illazioni si sprecano. Perché pare che la Polizia municipale non sia ansiosa di riabbracciare il figliol prodigo e c’è chi punta il dito, anche, su quella che viene definita una «corsia preferenziale» per favorire proprio questo dipendente.

Il sindaco smentisce

«La questione interessa una normale procedura di mobilità interna – ha replicato il sindaco Paolo Sottani – Ne abbiamo fatte numerose a Greve negli ultimi anni così come abbiamo proceduto a riorganizzare i settori, il personale e le funzioni assegnate a ciascun settore con una certa regolarità. Con l’intento, secondo noi necessario, di sfruttare ogni piccolo cambiamento procedurale e normativo, ogni diverso apporto di personale, ogni talento e professionalità del personale in servizio al fine di aumentare il livello qualitativo e quantitativo dei servizi resi al cittadino. Così anche questa volta abbiamo voluto verificare la possibilità di coprire uno dei due posti vacanti di agente di Polizia municipale con personale interno che desiderasse svolgere questa mansione. Siamo dell’opinione che far svolgere al dipendente, all’interno della categoria di appartenenza, il ruolo che più desidera sia un buon inizio affinché tale ruolo venga svolto con diligenza. L’avviso interno, non indirizzato al pubblico e quindi non affisso all’albo pretorio, è stato inviato a tutti i dipendenti di categoria C, nessuno escluso. Purtroppo il procedimento è attualmente bloccato, non tanto perché non sia stato ancora possibile individuare la commissione che sarà chiamata a svolgere le verifiche previste dal vigente regolamento comunale per le mobilità interne riguardanti le figure di assistente sociale e agente di Polizia municipale, anche se è pur vero che il commissario esterno ha rinunciato all’incarico, quanto perché non risulta per ora possibile poter rinunciare all’unico dipendente che ha manifestato interesse alla mobilità nel settore e nel servizio che dovrebbe lasciare. Il tutto è rinviato a quando sarà possibile trovare una soluzione organizzativa che accresca i servizi di Polizia municipale senza diminuire la qualità e la quantità degli altri servizi resi dall’ente».

Insomma, secondo il primo cittadino, l’unico problema è che questo dipendente svolge un ruolo troppo importante per il suo ufficio e quindi non può tornare a fare il vigile.

La lettera del corvo

Ma torniamo alla lettera anonima, che naturalmente non possiamo pubblicare. Il «corvo» sottolinea alcuni aspetti curiosi della vicenda, peraltro già evidenziati nelle scorse settimane da ChiantiSette. Come la mancata pubblicazione dell’avviso sull’albo pretorio (avvenuto solo tre mesi dopo e sulla «bacheca» dell’Unione) e pone pesanti interrogativi sull’intero iter della vicenda, chiedendo alle autorità competenti di fare chiarezza. Ed è probabile che la questione arriverà presto anche sui banchi del Consiglio comunale.