L’enogastronomia sangimignanese continua a ricevere premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. E dopo che la Vernaccia «Carato» 2013 dell’azienda agricola Montenidoli, la Vernaccia «Sanice Riserva» 2015 di Vincenzo Cesani e la Vernaccia «Selvabianca» 2017 dell’azienda agricola Il Colombaio di Santa Chiara hanno ottenuto i «Tre Bicchieri» nella guida «Gambero Rosso. Vini d’Italia 2019» e che le raffinate cucine gourmet dei ristoranti «Cum Quibus» e «Al 43» hanno raggiunto la «Stella Michelin» nella «Guida 2019», un altro attestato di qualità del «Gambero Rosso» torna all’ombra delle torri. Infatti, il maestro gelataio Sergio Dondoli ha ricevuto, per il terzo anno consecutivo, i «Tre Coni», ovvero il massimo riconoscimento della guida «Gelaterie d’Italia 2019». Presente fin dalla prima edizione, la gelateria Dondoli di piazza della Cisterna si contraddistingue per la genuinità dei prodotti usati, provenienti dal territorio sangimignanese, e che permettono al suo gelato di essere apprezzato in tutto il mondo: «Su circa 35.000 punti vendita di gelato in tutta Italia, il “Gambero Rosso” ha fatto fatica a trovare le 30 gelaterie a cui dare i “Tre Coni” nella sua prima edizione della guida “Gelaterie d’Italia”, per problemi di artigianalità e di ingredientistica. Anche per questo, per me, è un onore far parte di questa guida fin dalla sua prima pubblicazione» ha dichiarato, con soddisfazione, Sergio, tornato dietro al bancone della sua gelateria a partire da domenica scorsa.

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Chilometro zero

Dondoli è stato un pioniere nell’utilizzo di ingredienti di qualità della zona per fare prelibatezze che regalano piacevoli brividi al palato: «Fin dalla metà degli anni ’90 ho iniziato ad usare lo Zafferano di San Gimignano per la mia ”Crema di Santa Fina”. E poi, solo per fare qualche esempio, utilizzo il latte biodinamico, crudo, proveniente da 10 mucche ”adottate” dalla Fattoria di Camporbiano, la Vernaccia di San Gimignano per l’omonimo sorbetto, lo spumante di Vernaccia per lo ”Champelmo” e la frutta biologica a Km 0, grazie ad accordi con i produttori locali».