Eppure soffia, canzoni e lotte dal ’68 ad oggi a Usella.  Il racconto di una stagione rivoluzionaria e la musica di De André, Guccini, Jannacci, Rino Gaetano e tanti altri che la accompagnarono.

Eppure soffia, canzoni e lotte dal ’68 ad oggi a Usella

“Era una primavera uguale alle altre. Una sera però sentimmo una voce affannata alla radio. Nel Quartiere Latino erano state erette barricate come ad Algeri dieci anni prima. Erano volate le molotov, c’erano stati dei feriti. Ormai avevamo preso coscienza che stava succedendo qualcosa, e l’indomani non avevamo più voglia di ricominciare la vita di tutti i giorni”.

È l’inizio del ’68, di una stagione rivoluzionaria, fatta di ideali e violenza, di civiltà e rabbia, di libertà e sangue.

Per raccontare quei giorni e l’immensa piazza infiammata di protesta che diventò, in pochi mesi, tutto il mondo occidentale servono parole, ma anche musica. E nel cinquantennio del ’68 il Comune di Cantagallo e la Regione Toscana, nella cornice della Festa della Toscana, presentano uno spettacoloEppure soffia messo in scena dall’associazione Altroteatro con la collaborazione della Fondazione CDSE.

“Un mix di testi e canzoni scritto e diretto da Antonello Nave che ci riporta a un tempo non lontano ma che in parte dobbiamo riscoprire, perché noi tutti oggi siamo figli di quella stagione”, spiegano il sindaco Guglielmo Bongiorno e l’assessore Maila Grazzini.

La scrittura scenica e la regia sono di Antonello Nave. Benedetta Tosi, Edoardo Michelozzi, Eugenio Nocciolini, Alfredo Gioffredi, Giancarlo Rossi, Giulia Risaliti, Marta Messia e Tommaso Chiti sono gli interpreti di Eppure soffia, canzoni e lotte dal ’68 ad oggi, in scena venerdì 21 dicembre alle 21 al Teatro Capannone di Usella (ingresso libero), che inserisce brani di Rino Gaetano, Francesco Guccini, Fabrizio De Andrè, Enzo Jannacci, Claudio Lolli, Pierangelo Bertoli, Anna Identici e Stefano Rosso.

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Lo spettacolo ripercorre la misteriosa morte di Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico e partigiano “volato” da una finestra della Questura di Milano durante un interrogatorio, la strage di Milano, quella di Bologna, le morti sul lavoro, le contestazioni. E la straordinaria colonna sonora delle lotte politiche, la musica anch’essa rivoluzionaria, dei cantautori. La guerra di Piero di De Andrè, Generale di De Gregori, il non sense di Jannacci e di Rino Gaetano, passando per Pierangelo Bertoli e Anna Identici, Stefano Rosso e Claudio Lollo.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.