Le Scuole “Serve di Maria Santissima Addolorata” svolgono la loro azione educativa fin dal secolo scorso avvalendosi di una ricca tradizione di insegnamento.

La Congregazione, che oggi ha comunità in Italia, Cile, Colombia, India e Ungheria, ebbe origine a Firenze nel 1854 per iniziativa di Madre M. Giuliana Signorini. Le comunità intendono vivere in comunione fraterna, nella semplicità, nella preghiera, nell’esercizio della carità, ispirandosi costantemente a Maria, Madre e Serva del Signore.

Nel 2005 la città di Firenze ha conferito alla Congregazione il “Fiorino d’Oro” con la seguente motivazione: “Le Suore Serve di Maria, con la loro attività e la loro presenza, hanno attraversato in questo lungo periodo la storia della nostra città, disponibili a comprendere e interpretare i disagi del mondo e degli uomini, offrendosi con semplicità, ma anche con straordinaria dedizione a chiunque ne chiedesse l’aiuto e la vicinanza”.

Le Suore, ancora oggi, fedeli al carisma delle origini, in collaborazione con gli insegnanti laici e con le famiglie, in un clima di reciproca attenzione e di continuo dialogo, si dedicano all’istruzione e all’educazione cristiana dei fanciulli, dei preadolescenti, dei giovani nelle scuole di ogni ordine e grado e partecipano alle varie forme di pastorale della Chiesa. In via Faentina si sono stabilite nel novembre del 1891.  Allora c’era soltanto il villino Boccella, la cui facciata settecentesca si presenta ancora intatta al centro dell’attuale edificio che dà sulla via Faentina.

In più di cento anni le cose sono cambiate; negli attuali locali di via Faentina hanno sede la casa generalizia della Congregazione e i seguenti ordini di scuola: infanzia, primaria, secondaria di 1° grado e secondaria di 2° grado (ad indirizzo linguistico).

 

“A fianco dei genitori primi responsabili dell’educazione dei figli, le scuole, nello specifico del loro Progetto Educativo, – sottolinea la dottoressa Nicoletta Benini, Preside dell’Istituto – vogliono essere luoghi di formazione della persona nell’intento di creare una scuola dinamica personalizzante e non solo culturalmente formativa, in un clima di ascolto, di fiducia e incoraggiamento per sviluppare al meglio le potenzialità della persona”.

In questo stile educativo che si srotola nel tempo adattandosi alle esigenze della contemporaneità e mettendo in atto tutte le strategie educative e valoriali necessarie alla sua reale efficacia, prendono forma le tante e svariate iniziative didattiche e culturali come è stata quella in occasione della festa del patrono d’Italia San Francesco d’Assisi il 4 ottobre scorso.

“Tutti i bambini della nostra scuola primaria in ricordo del Santo poverello – sottolinea la dottoressa Benini –  hanno avuto momenti di lavoro a classi aperte; dopo avere ascoltato la storia del Santo di Assisi da parte delle loro maestre in italiano ed in inglese, hanno disegnato e preparato un grande pannello di iuta con tutte le loro opere; nella mattina hanno anche visto un film su San Francesco e riflettuto sulla grandezza di questo santo sempre molto attuale; in lui si ritrovano i temi della lotta alla povertà, dell’attenzione agli ultimi,  della salvaguardia della natura, del desiderio di fare della propria vita non solo e soltanto qualcosa di prestigioso, ma qualcosa di bello e buono per gli altri in una dedizione totale di se stessi”.

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Il Santo di Assisi riuscì ad essere in dialogo con tutti e a portare la Parola del Signore anche in terre lontane dove propose un linguaggio di pace e di tolleranza. Attraverso quindi la scuola, il lavoro in classe come comunità, si riesce a far passare questi temi così importanti ed urgenti anche per i nostri giorni; inoltre ai nostri bambini è stato ricordato che quest’anno è stato compito della Toscana attraverso il Sindaco di Firenze Dario Nardella e di altre personalità civili e religiose, portare l’olio per accendere la lampada votiva ad Assisi; un gesto che si rinnova dal lontano 1939 quando Papa Pio XII proclamò Francesco d’Assisi patrono d’Italia insieme a Caterina da Siena.

In quella circostanza i Comuni italiani offrirono al Santo l’artistica lampada che arde a pochi passi dalla sua tomba; sulla lampada è inciso il verso del XXVI canto del Paradiso di Dante: “Altro non è che di suo lume un raggio”.

In questo stesso giorno gli alunni della la scuola secondaria di 1° e del liceo, hanno partecipato alla Celebrazione Eucaristica per l’inizio del nuovo anno scolastico presso la parrocchia di San Marco Vecchio, accanto alla scuola, riflettendo anche loro sull’attualità di san Francesco e mettendolo in relazione con quello che è stato il tema scelto per questo nuovo anno scolastico per tutti i nostri ordini di scuola: “sosteniAMOci” per una sostenibilità che metta sempre al primo posto la persona in ogni età della sua vita seguendo i suoi bisogni ed i suoi sogni!

 

Per contattare l’Istituzione: https://scuolaservedimaria.it/contatti/

Ph. Courtesy Arianna Gavazzi

 

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