La mostra a Palazzo Strozzi e al Museo Nazionale del Bargello dal 9 marzo al 14 luglio 2019 sarà caratterizzata da straordinari capolavori di Andrea del Verrocchio, a confronto serrato con meravigliose opere di precursori, contemporanei e discepoli come Desiderio da Settignano, Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di Credi e Leonardo da Vinci di cui quest’anno si celebrano i cinquecento anni dalla morte.

L’opera di Verrocchio, Putto col delfino, voluta da Lorenzo De’ Medici, nell’occasione, si presenterà restaurata grazie alla Fondazione non profit Friends of Florence.

“Ringrazio a nome di Friends of Florence – ha dichiarato la Presidente Simonetta Brndolini d’Adda – i nostri donatori Ellen e James Morton, che hanno reso possibile questo restauro e ringrazio il Comune di Firenze e la Fondazione Palazzo Strozzi per averci coinvolti nella salvaguardia e valorizzazione di un capolavoro così importante per la storia dell’arte e la cultura mondiali”.

Il restauro iniziato nel mese di ottobre 2018, si concluderà proprio in occasione dell’apertura della mostra a Palazzo Strozzi.

ph. Nicola Salvioli, Musei Civici Fiorentini

L’intervento è diretto da Serena Pini, curatrice del Museo di Palazzo Vecchio ed è affidato a Nicola Salvioli sotto l’Alta Sorveglianza di Jennifer Celani, funzionario per la Soprintendenza Archeologia,Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e Provincie di Pistoia e Prato.

 

ph. Nicola Salvioli, Musei Civici Fiorentini

Primo intervento di tipo scientifico-conservativo mai stato effettuato su questo bronzo, nonostante il lungo tempo trascorso da quando l’opera venne dismessa dalla sua funzione di fontana e musealizzata alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso.

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La superficie appariva offuscata da materiali residui di precedenti interventi di manutenzione e segni di antichi e vecchi restauri, alcuni dei quali compiuti con tecniche e sostanze aggressive.

L’intervento consiste innanzi tutto in una pulitura rispettosa e delicata con soluzioni acquose, alternate a specifici solventi, in modo da riportare in vista la superficie originale della statua bronzea. Ricca la campagna di indagini diagnostiche per approfondire la conoscenza della tecnica esecutiva del maestro di Leonardo da Vinci.

Il fanciullo alato è in bilico sopra una calotta sferica e stringe tra le braccia un pesce guizzante. Ispirato a modelli di epoca tardo romana e ai numerosi putti di Donatello e della sua cerchia, è considerata un’opera tarda di Verrocchio, databile nell’ottavo decennio del Quattrocento per la straordinaria resa del movimento che la figura acquisisce nello spazio che occupa e per la vitalità e la naturalezza che l’artista dimostra di aver maturato nel corso della sua carriera.

ph. Nicola Salvioli, Musei Civici Fiorentini

Il Putto col delfino o Spiritello con pesce, opera capitale e modello di naturalezza, tornerà a nuovo splendore.

Uffici stampa: Fondazione Palazzo Strozzi (Lavinia Rinaldi); Musei del Bargello (Salvatore La Spina)