Crisi Lineatre Poggibonsi. Il sindacato ha deciso, dopo l’incontro con il Prefetto, di chiedere un incontro al giudice. Intanto i dipendenti hanno ricevuto la notifica del lincenziamento. Rimane in piedi al questione di come il fallimento della Lineatre può influenzare la ripresa dell’attività della Lineatre1.

Crisi Lineatre Poggibonsi, chiesto incontro al giudice

Con i licenziamento dei lavoratori va avanti – fa sapere Daniela Miniero di Fillea CGIL – qualora no andasse in porto la richiesta di incontro al giudice delegato il presidio potrebbe spostarsi e potremmo coinvolgere anche altri lavoratori per solidarietà. Gli ordini della Lineatre1 sono fermi: anche ieri arrivavano solleciti di consegne. Noi ci auguriamo che il giudice possa darci le risposte sperate”.

Il tentativo di acquisto

Nonostante ci sia stato il tentativo da parte della Lineatre1 di acquisto della cedente, – prosegue la Fillea Cgil – le varie trattative non hanno trovato soluzione, anche per una gestione della procedura secondo noi discutibile. In più occasioni abbiamo espresso le nostre perplessità in merito, chiedendo in ultimo il 6 settembre scorso un incontro al Giudice delegato con tutte le parti interessate alla vertenza, per raggiungere una soluzione finalizzata alla salvaguardia dei posti di lavoro e alla sopravvivenza di un’azienda storica del territorio”.

 

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Le richieste dei lavoratori

Purtroppo tale richiesta non ha sortito gli effetti sperati – sottolinea il sindacato – se non la conferma che il 30 settembre, a fronte della già citata risoluzione, i lavoratori interessati torneranno in forza alla Lineatre srl che procederà al loro licenziamento con effetto immediato. Nonostante la volontà della Lineatre1 di voler continuare l’attività riassumendo tutto il personale, visti anche gli ordinativi e le commesse già in programma, esistono purtroppo delle problematiche logistico-lavorative e burocratiche per il proseguo della produzione. Il personale, che ha sempre dimostrato attaccamento al lavoro e serietà, – conclude la Fillea Cgil – ha già concesso troppo anche in termini di salario. Oggi i lavoratori non sono più disponibili a pagare un prezzo troppo alto a fronte dei sacrifici fatti, quindi nella giornata di lunedì 30 settembre saranno in presidio di fronte ai locali aziendali dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00″.

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