Gli workshop di CPF in Corea del sud e in Giappone si confermano delle opportunità interessanti.

I filati di CPF-Consorzio Promozione Filati

“Parliamo di mercati di nicchia, ma molto qualificati e attenti alla qualità dei filati; mercati geograficamente lontani, con una clientela potenziale che per la singola impresa è costoso e difficile selezionare e intercettare. Queste missioni collettive rendono agevoli operazioni di sviluppo commerciale altrimenti improponibili per molti operatori italiani.”

Così Federico Gualtieri, presidente di CPF-Consorzio Promozione Filati, commenta la conclusione degli workshop del consorzio a Seoul e subito dopo a Tokyo, ai quali hanno partecipato complessivamente 25 fra i più importanti produttori di filati italiani e un maglificio.

I numeri

Di tutto rispetto i numeri dei contatti commerciali che si sono attivati: 57 operatori coreani in un solo giorno di workshop, mentre nei due giorni  a Tokyo sono intervenuti più di 400 operatori giapponesi, cui sono da aggiungere 190 studenti del prestigioso Bunka College. Il workshop in Giappone è stato realizzato con il sostegno dell’ICE e, in particolare, la collaborazione operativa  dell’ufficio di Tokyo.

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Nuove opportunità sui mercati coreani e giapponesi

“Un’esperienza senz’altro positiva, che ha aperto delle opportunità su mercati come quelli coreano e giapponese piuttosto diversi fra di loro ma entrambi molto interessanti – commenta Massimo Bruni di Moma Concept, il maglificio che ha partecipato ai due workshop -. È importante avvicinarsi a questi mercati tenendo conto di loro specificità anche sul piano organizzativo della funzione commerciale, per esempio del ruolo delle trading company. I colleghi del settore filati hanno fatto da battistrada e di questo li ringrazio.”

“Stiamo valutando di potenziare gli workshop in Estremo oriente anche per i filati estivi – conclude Gualtieri  -. Già ad aprile abbiamo portato i filati della primavera-estate 2020 in Cina e Giappone: dopo quella prima positiva esperienza e dopo la buona accoglienza ricevuta in questa occasione, potrebbe essere utile presentare le nostre proposte con missioni più articolate e incisive.”

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