A un anno esatto dalla pubblicazione su Bisenziosette, riproponiamo l’intervista ai residenti  del centro di Sesto Fiorentino che fece tanto discutere un anno fa. Ognuno potrà così riflettere su cosa e come è cambiato il centro in un anno.

Il centro cittadino è “clinicamente morto”

«Non solo non molliamo, ma raddoppiamo il nostro impegno strutturando il nostro gruppo di lavoro. Siamo stufi di chi ci ascolta solo in campagna elettorale. Chiediamo di poter parcheggiare gratuitamente come tutti gli altri nostri concittadini».
Sono un fiume in piena i tanti residenti del centro che da mesi hanno fondato il gruppo Facebook “Permesso di Parcheggio per i Residenti del Centro di Sesto” per contestare il piano sosta approvato dalla giunta comunale di Sesto nel marzo scorso che, dopo il rinvio, dovrebbe entrare in vigore a partire dai primi giorni di febbraio.
«Ai “saldi” del Sindaco Falchi diciamo ancora una volta di no – precisa Erika Berrino – tenace fondatrice del gruppo Facebook che noi di BisenzioSette incontriamo insieme a Caterina Viliani, Francesco Biagini e altri residenti – Dopo le proteste, infatti, Falchi ha ridotto da 180 a 60 euro l’abbonamento annuale per i proprietari della seconda vettura, gratis fino a oggi».
Ma i residenti non ci stanno e continuano a chiedere che siano nuovamente concessi due permessi di parcheggio a nucleo familiare reintegrando la possibilità di utilizzare anche il parcheggio Ex Giannini di via Gramsci.
La petizione controfirmata da circa mille residenti e consegnata prima di Natale all’amministrazione Falchi è durissima: «Il centro di Sesto è clinicamente morto – si legge nel testo – e con la rivoluzione adottata dall’amministrazione comunale finirà anche per collassare il valore immobiliare delle abitazioni. Siamo contrari al nuovo piano sosta perché in tal modo si verrà a creare una disparità di trattamento tra cittadini dello stesso paese, inserendo una tassa che non segue alcun criterio di equità».
Pur senza mai incontrare i residenti, ricevuti, dopo numerosi solleciti, solo dall’Assessore Kapo, il Sindaco Falchi nei giorni scorsi ha fatto una parziale retromarcia definendo alcune modifiche al nuovo piano della sosta e facendo slittare al 1 febbraio il termine ultimo per la regolarizzazione dei permessi per la Zcs. A partire da quella data, tuttavia, entreranno in vigore le nuove previsioni riguardanti la sosta per lavoratori e residenti. Per quest’ultimi, il permesso per la sosta della prima auto sarà ancora gratuito, mentre quello per la seconda auto costerà 60 euro annuali.

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Il permesso

Il primo permesso gratuito non sarà concesso ai proprietari di garage e rimesse ma, se gli stessi non risultassero idonei allo scopo, a causa delle dimensioni troppo ridotte per ricoverare l’autovettura, il permesso gratuito potrà comunque essere richiesto presentando un’autodichiarazione.
Le modifiche apportate? «Non ci convincono affatto – evidenzia Erika Berrino – l’amministrazione comunale continua ad ignorare le nostre richieste ed il Sindaco continua a non volerci incontrare». «Non si trattano così, a pesci in faccia, mille cittadini molti dei quali, probabilmente, lo hanno anche votato», sbotta un altro residente.
«Contestiamo anche il fatto di non aver più diritto a una sosta breve in piazza Vittorio Veneto per poter scaricare la spesa o portare a casa una persona anziana».
«Pensare, ancora, di far pagare una tariffa pari 1,50 euro all’ora per parcheggiare l’auto in piazza del Comune o presso il parcheggio del centro, senza prevedere alcuna deroga, risulta davvero insensato. A chi giova la nuova zona ad alta rotazione? Il parcheggio del centro a tutte le ore di punta risulta deserto».
Se proprio dobbiamo pagare un abbonamento annuale, avanza un’altra residente, lo stesso deve essere ancora fortemente ridotto. A Prato e a Pisa le cifra si aggira tra i 20 ed i 30 euro all’anno.
«Per tutte queste ragioni la mobilitazione proseguirà a vele spiegate. Al riguardo – concludono i residenti – sono in stampa i nuovi volantini e siamo pronti a contattare anche il programma “Striscia la Notizia” e ad andare in Consiglio comunale».

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