Arriva a gran voce la polemica lanciata da Eugenio Zoffili, deputato e Presidente del Comitato Bicamerale Schengen, Europol e Immigrazione.

Minacce BR a Salvini

“Nella surreale giornata in cui si forma un Governo tra i partiti usciti sconfitti dal voto popolare e in cui il Ministro dell’Interno uscente Matteo Salvini viene denunciato penalmente per diffamazione da quella stessa Carola Rackete che circola liberamente in Europa, nonostante abbia speronato e schiacciato deliberatamente una motovedetta della Guardia di Finanza italiana per forzare i nostri confini, mi permetto di far notare che dal 1 Agosto scorso giace una mia interrogazione urgente al Ministro della Giustizia Bonafede per stimolare l’iniziativa di indagini per far luce su un grave episodio verificatosi l’11 e 12 luglio 2019 quando Enrico Galmozzi, ex terrorista ed omicida, nonché fondatore dell’organizzazione armata di estrema sinistra denominata Prima Linea, ha pubblicamente minacciato di morte il Ministro Matteo Salvini tramite un post su Facebook a commento della notizia di una busta indirizzata a Salvini contenente un proiettile calibro 22 intercettato al centro meccanografico di Poste Italiane di Sesto Fiorentino”.

Il commento su Facebook

La frase choc postata sul social network risultava testualmente la seguente: «Giù la testa, coglione. Non fare il cinema che ti va di culo: una volta invece di spedirli li consegnavamo di persona…».

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Continua Zoffili…

“Il post del Galmozzi, condannato ad oltre 22 anni di carcere per gli omicidi di Enrico Pedenovi (politico militante nell’MSI) e di Giuseppe Ciotta (addetto alla sorveglianza del Politecnico di Torino) ha purtroppo raggiunto un vasto pubblico amplificandone in modo preoccupante l’inaccettabile messaggio di violenza.  È un fatto grave e purtroppo non isolato,  se si considera la vasta campagna d’odio da tempo orchestrata ai danni del Ministro Salvini: per questo da deputato e Presidente del Comitato Bicamerale Schengen, Europol e Immigrazione, devo purtroppo constatare che ad oggi,  a ben più di un mese dalla sua presentazione, la mia richiesta di intervento non ha ancora ricevuto risposta da parte del Ministro della Giustizia Bonafede a cui dedico un sonoro “Sveglia!”, affinché affronti con la dovuta urgenza un dossier così delicato che rischia di far riaffiorare i peggiori fantasmi del nostro peggior passato”.

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